Sei anni, si taglia i capelli in classe: maestra nei guai

diario-segreto-1-2 bimbaVentiquattro bimbi in una classe prima. Elementare. C’è l’ora di disegno. I bimbi, per quest’ora, hanno in dotazione le forbici. Una di loro le prende, si afferra la frangetta, sposta il piccolo cerchietto che porta sul capo e “zac”, la taglia di netto.

La maestra non vede quella bimba armeggiare le forbici. Se ne accorgerà dopo, dalle risate dei suoi compagni di classe. La bimba, quindi, viene presa dal personale scolastico e accompagnata in un’aula vuota. Ma nessuno chiama i genitori, nessuno avvisa la famiglia di quanto successo. È alla campanella, quando tutti i bimbi escono, che la nonna della piccola scopre quel taglio.

Tutti i piccoli hanno lo sguardo fisso verso una loro compagna. Il cerchietto sulla testa scivola in continuazione, la bimba cerca di coprirsi con le mani, di nascondersi agli occhi dei più grandi che già cominciano a prenderla in giro per quei capelli che non ci sono più. Mezz’ora prima era nella sua classe per la lezione di disegno. Sul banco i cartoncini e le tempere si accavallano sul foglio che piano prende forma con i personaggi preferiti dei cartoni. La piccola vede un paio di forbici a punta arrotondata nell’astuccio del vicino di banco. Mette da parte il suo disegno, se le avvicina alla testa e inizia a tagliare. Un modo per sentirsi grande. Il giorno prima era stata con la zia dal parrucchiere, una nuova acconciatura che lascia la piccola incantata. «Volevo farmi la frangetta come te», racconta appena tornata a casa alla zia.

Un gesto immediato, che dura però parecchi minuti. Intorno la maestra sta aiutando gli altri bimbi della classe a finire il disegno, a mettere la porporina sulle figure, a ritagliare i contorni più difficili per uno dei tanti lavori manuali della scuola. Non si accorge di nulla, neanche quando la piccola rimette a posto da sola le forbici e ricomincia a dedicarsi al suo disegno. E’ stata assunta da poco dopo lunghe esperienze da supplente, sempre con grande attenzione ai più piccoli e anche ai ragazzi con disabilità.

Questa volta però non sembra dare peso a quella bambina senza capelli. Prosegue tranquilla nei disegni. Fa chiamare alcune bidelle per accompagnare la piccola in un’altra stanza, lontana dalla curiosità dei compagni. Non avverte i genitori, anzi. Aspetta la fine della lezione, manca appena mezz’ora. Lascia che all’uscita la nonna riabbracci la bimba e torna a casa, forse anche lei contenta per l’inizio del fine settimana. Non vede lo sguardo sgomento della parente che non riesce a credere che sia successo davvero. «Era con i capelli davanti quasi rasati, aveva usato delle forbici – raccontano i familiari – Non è possibile che una bambina di sei anni venga lasciata sola. E se le avesse usate per tagliarsi altro o se per disgrazia se le fosse piantate in un occhio? Non ci hanno nemmeno avvertiti, hanno aspettato che uscissero tutti e che arrivasse qualcuno a prenderla. “Era successo a mezz’ora dalla campanella, abbiamo preferito portare la bimba in una stanza con alcune signore del personale”, ci hanno detto. Ma noi abitiamo a due passi, saremmo corsi subito». Uno degli incubi di ogni genitore, vedere la propria figlia indifesa, senza nessuno a vigilare sulla sua incolumità. «Sono cose vergognose che non devono succedere – raccontano ancora i parenti – La nostra bambina ha subito un trauma. Per questo lunedì a scuola non ci torna e ora decideremo se farle continuare l’anno in quell’istituto, non è un posto sicuro».

Ora la maestra rischia la sospensione per mancato controllo dei bambini. «Sono mortificata. Non riesco a credere che sia davvero potuto succedere – spiega Maddalena Carlini, preside del plesso scolastico – prenderemo provvedimenti per il mancato controllo dei piccoli. Niente può giustificare questo comportamento, questa sottovalutazione. I genitori andavano subito avvertiti. Per me è una ferita doppia»

Il Secolo XIX Alessandro Ponte – Riccardo Porcù

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