Giallo di Guerrina, divieto di espatrio per Padre Graziano: per la prima volta si fa esplicita l’ipotesi dell’omicidio

padre grazianoStop al trasferimento in Francia di Padre Graziano, il frate congolese che resta l’unico indagato per la scomparsa di Guerrina, la casalinga di Cà Raffaello che manca ormai dal primo maggio. Il Gip Piergiorgio Ponticelli ha firmato un divieto di espatrio che è stato notificato al religioso sabato scorso. Lo scopo è evidente: impedire che Padre Graziano, destinato dalla sua congregazione a una parrocchia della provincia francese, facesse perdere le proprie tracce.

Ora, come prevede il codice, il sacerdote dovrà apparire entro 15 giorni davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia. E lì toccherà a lui decidere se avvalersi ancora della facoltà di non rispondere o se raccontare quello che sa di questa storia misteriosa. Da fonti di palazzo di giustizia trapelano intanto alcuni particolari sull’atto del giudice Ponticelli, che è stato richiesto dalla procura: in esso si ipotizza per il frate un ruolo di favoreggiamento di due reati: il sequestro di persona, già prefigurato al momento dell’iscrizione nel registro degli indagati, e l’omicidio, che fa per la prima volta la sua comparsa in una carta giudiziaria ufficiale. Finora il delitto era stato solo oggetto di ipotesi investigative, mai tradotte nero su bianco.

Ambienti vicini alla procura precisano tuttavia che il favoreggiamento, cioè un ruolo di agevolazione di chi avesse commesso materialmente i reati, è solo un’ipotesi minima, studiata per ottenere il via libera del Gip alla misura cautelare del divieto di espatrio. In realtà, i Pm aretini non escludono affatto che Padre Graziano possa essere stato protagonista in prima persona dei reati ipotizzati.

Arezzo, 27 ottobre 2014

La Nazione

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