Gatta salvata dalle fiamme con l’ossigeno dei pompieri

115 vigili del fuocoIl fumo. Denso. Le fiamme che lo alimentano. Crescono. E con queste il panico della signora che in quelle stanze, al secondo piano di una palazzina di via Curtatone, poco dopo le quattordici, sta sistemando la sala. Apre la porta e incrocia lo sguardo del vicino. Lei è lì. Piantata sulle gambe che la paura trasforma in gesso. Bloccata, sulla soglia. Non riesce a staccarsi dalla sua casa. Vorrebbe rientrare, ma sarebbe come andare incontro alla morte. La convincono a scendere in strada. Dentro però resta Nina. Non ha voce per farsi sentire la gattina tigrata. Miagola nel vuoto. E prova a trovare rifugio nel “suo” divano. È qui, raccolta su un cuscino, che i vigili del fuoco la trovano. Sfidando le fiamme e la cortina di fumo sempre più denso. «È stato un attimo – dice il vigile Carlo Minuti –. Quando l’ho raccolta credevo fosse morta, aveva perso i sensi e stava sanguinando dalla bocca».

In strada, quando arrivano i vigili del fuoco con l’autopompa, c’è già una capannello di persone. Teste all’insù guardano all’avanzare delle fiamme e seguono passo dopo passo tutte le operazioni per domare le fiamme. Fiamme che stando a una prima ricostruzione sarebbero scoppiate per un cortocircuito nella stanza dov’era in funzione un’asciugatrice. Ma sarà un successivo sopralluogo dei vigili del fuoco a provare a far luce sulle cause. La padrona di Nina è in salvo. Arriva il suo compagno, si abbracciano stretti. Poi, il pensiero corre alla gattina. Lo gridano: «Nina». I vigili del fuoco sentono e provano a tenere viva la fiamma della speranza.

Il pompiere Carlo Minuti armato di autorespiratore entra nell’appartamento e la trova. Torna in strada e il collega Valter Baesso si precipita in aiuto. Dalla bocca della micia esce del sangue. Il corpo sempre esanime. Ma i due non si danno per vinti. Il primo si toglie il respiratore, lo mette sul muso dell’animale e le dà ossigeno. Baesso, invece, con due dita prova a rianimarla praticando una sorta di massaggio cardiaco sull’addome. «Non sapevo come fare e ho provato a stimolarla con delle piccole pressioni», dice Valter Baesso. Il risultato è una vita che torna dal buio. Nina si muove e dopo qualche minuto accenna anche un miagolio.

Chi assiste alle manovre non ha lo sguardo incredulo. Anzi. Tutti, passata l’emergenza, esaltano quel gesto di coraggio e amore dei due pompieri. Un’altra vita salvata. Questa volta è quella di un piccolo animale. I proprietari si aggrappano a quel filo di speranza. A quella vita ancora accesa in un giorno che ha cancellato tutte le certezze che può dare una casa. Corrono. Prendono Nina in braccio e si precipitano alla Clinica veterinaria Melosi. Qui è la dottoressa Marina Salvagno a prendersi cura della micia. «Quando è arrivata era in stato semicomatoso e con un edema polmonare – raccontano i medici –. Per quattro ore è stata tenuta sotto ossigeno e le abbiamo fatto una prima somministrazione di farmaci. Dopo si è ripresa, tanto che l’abbiamo dimessa con la prescrizione di ripresentarsi a distanza di ventiquattr’ore per un controllo».

Cecina (LI), 28 ottobre 2014
Fonte Il Tirreno
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