Uccise la moglie a bottigliate: dopo nove anni è un uomo libero

donna picchiata abuso violenzaBruno Casagrande è tornato a essere un uomo libero. a meno di 9 anni dal delitto, il magistrato di sorveglianza di Venezia ha infatti revocato la libertà vigilata a carico 74enne trevigiano visti i suoi miglioramenti a livello rieducativo e alla decaduta pericolosità sociale. Era il 16 dicembre 2005 quando Casagrande uccise la moglie colpendola ripetutamente alla testa con un bottiglione da due litri di vino. L’uomo venne arrestato e finì sotto processo per rispondere dell’accusa di omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela. In aula venne dichiarato totalmente incapace di intendere e di volere e venne dunque assolto per infermità mentale dopo aver, tra l’altro, già subìto precedentemente un ricovero in psichiatria sempre per un episodio di aggressione nei confronti della moglie per motivi di gelosia. La corte lo condannò però, come misura di sicurezza in quanto socialmente pericoloso, a dieci anni di manicomio criminale. Sette anni più tardi, il 22 novembre 2012, il magistrato di sorveglianza di Reggio Emilia (sede dell’ospedale psichiatrico giudiziario dove Casagrande era detenuto), visti i progressi ottenuti dal 74enne nel corso del programma terapeutico, decise di alleggerire la misura di sicurezza nella più lieve libertà vigilata sotto il controllo della cooperativa alternativa di Villorba. Misura che venne prorogata di un altro anno il 21 novembre 2013: Casagrande, dopo dodici mesi di libertà vigilata, pur essendosi comportato nel migliore dei modi non aveva infatti offerto le garanzie necessarie per essere in grado di provvedere a sé stesso nel cammino terapeutico. Ora, alla vigilia della scadenza di quella proroga, le cose sembrano radicalmente cambiate: il magistrato di sorveglianza di Venezia ha stabilito che Bruno Casagrande non è più pericoloso. Decisione presa grazie alle relazioni del Centro di Salute Mentale di Villorba e dei carabinieri della locale stazione che attestano come Casagrande sia ora in grado di gestire la propria quotidianità pur rimanendo in cura farmacologica, che comunque segue autonomamente.

TREVISO, 28 ottobre 2014
Fonte Veneto Uno
AL