Canone Rai meno caro, lo scoglio della bolletta

Rai: Usigrai a Renzi, azienda non è del premierIl governo rischia una figuraccia sul canone Rai. Dopo aver promesso pubblicamente di eliminarlo assicurando alla Rai risorse attraverso altri sistemi che avrebbero eliminato l’evasione (ad esempio caricando una quota tra i 30 e gli 80 euro l’anno sulla bolletta elettrica), la riforma si è arenata. E il tempo è ridottissimo per procedere al decreto in tempo utile per la prossima scadenza.

È soprattutto l’Autorità dell’Energia l’attore protagonista che manca all’appello. Dei 30 milioni di bollette Enel, una ventina sono di clienti del mercato tutelato. Ovvero cui la fornitura arriva dall’acquirente unico. Vale a dire l’Autorità che fornisce alle aziende cifre e valori delle bollette destinate al cliente finale. Ed è sempre l’Autorità che definisce per tutti regole e parametri nel calcolo e nella riscossione dei consumi.

Il presidente dell’Autorità, Guido Bortoni, già ad aprile si era espresso contro l’inserimento del canone in bolletta, e la stessa Autorità, interpellata in questi giorni, ha ribadito il concetto: «Sarebbe abbastanza improprio. Non credo che il canone Rai possa essere qualificato come di interesse per il consumatore elettrico».

Bortoni, però, aveva anche specificato che «altra cosa è la normale funzione di incrocio» dei dati del consumatore, pur nel rispetto della privacy dei cittadini.

Così, alla fine, il canone Rai potrebbe trasformarsi in un’imposta di consumo, calcolata appunto sulla base del consumo di energia elettrica. Sempre che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, dia il “visto si stampi”. Finora, infatti, nessuna di queste soluzioni sembra averlo convinto.

Il Secolo XIX

lc