Donne vittime: mai così tante. Stalking, 2.351 in sei anni quelle che hanno denunciato

stalkerSono 2.351 le donne che – dal primo gennaio 2009 al 13 ottobre di quest’anno – hanno denunciato episodi di stalking o maltrattamenti nel Comasco; duemila donne – la maggior parte delle quali ha dai 28 ai 37 anni – che sono state seguite dalla rete provinciale, nata cinque anni fa per far fronte a una vera e propria emergenza. A presentare i dati, il sovrintendente Roberto Rossi del nucleo operativo della polizia di Como, intervenuto in occasione del convegno «Giù le mani», organizzato dal Cif, il Centro italiano femminile di Inverigo e Lurago d’Erba. L’obiettivo? Informare, sensibilizzare e continuare a unire le forze, radunando attorno al tavolo associazioni e istituzioni che si occupano della problematica sul territorio. «Oltre al numero verde gratuito e alle attività che ciascuno porta avanti, nel suo ruolo, dal 2009 è stato firmato un protocollo che mette in sinergia i diversi enti, li forma, dando linee guida e c’è un pronto intervento per le donne vittime di violenza – spiega il sovrintendente -. Il fenomeno è trasversale e spesso riguarda anche donne laureate, imprenditrici.

Il 42% delle violenze denunciate è di tipo fisico, la restante parte di tipo psicologico, anche se spesso vanno di pari passo. Nel 54% dei casi rilevati, il soggetto maltrattante è il coniuge o partner, a scendere l’ex compagno». Ci sono ancora alcune lacune da colmare a livello nazionale. «Ci stiamo battendo su alcuni progetti di legge – spiega l’avvocato Lorenzo Puglisi di Sos Stalking, nato per garantire assistenza psicologica e legale gratuita -. Manca un protocollo per la cura degli stalker, bene l’inasprimento delle pene ma servono percorsi di riabilitazione perché altrimenti, dopo la condanna, gli atti persecutori continuano». Altro nodo cruciale è rappresentato dai braccialetti elettronici: quelli messi a disposizione sono già esauriti. Anche i Comuni si stanno mobilitando per essere in grado di gestire le emergenze.

«Da otto anni l’amministrazione di Inverigo collabora con ‘Telefono Donna’ di Como – spiega l’assessore ai Servizi sociali Nadia Anzani -. Un legame nato da un’urgenza: una minore, con un bambino, ci chiese aiuto e tramite lo sportello siamo riusciti a proteggerla, inserendola in una casa di accoglienza e strappandola alle violenze. Da quel momento abbiamo ritenuto fondamentale sostenere il progetto». Un compito portato avanti anche dall’azienda territoriale per i servizi alla persona «Tecum» e dal tavolo provinciale che riunisce ospedali, forze dell’ordine, associazioni, sportelli antistalking e strutture protette. Come la storica casa di accoglienza Cof di Montano Lucino, nata nel 1957, che negli anni ha aiutato oltre tremila donne. «Oggi ospitiamo 32 persone, figli compresi – spiegano i responsabili -. L’obiettivo è permettere loro di spiccare il volo, ritrovare la dignità e ricostruirsi una vita».

Como, 2 novembre 2014

Il Giorno

LCSO