La risonanza? C’è posto a febbraio

risonanza magneticaSi aspettano quasi quattro mesi per le visite oculistiche e per quelle gastroenterologiche, cinque se si deve far esaminare i polmoni; chi chiede una colonscopia dovrà attendere l’anno nuovo e per le risonanze magnetiche (al capo e all’addome) si parla di 110-115 giorni. Per farsi vedere da uno specialista di endocrinologia bisogna armarsi di pazienza: 9 mesi, ci sono 1.395 persone in fila. «Le liste d’attesa si allungano», segnalano alcuni medici, per esempio il dottor Michele Gaudio, presidente dell’Ordine. I dati lo confermano: basta consultare il sito web www.tdaer.it dove l’ultimo monitoraggio regionale risale al periodo 7-11 luglio. Si scopre inoltre che l’ex Ausl di Forlì è la più lenta in regione per otto prestazioni, anche se va detto che è quella che risponde in maniera più rapida in fatto di visite neurologiche, ginecologiche, dermatologiche e senologiche (dai 5 ai 15 giorni). Una decina di esami richiede comunque dai cento giorni in su dal momento della richiesta.

Ricordato che per ottenere udienza in tempi brevi (nel giro di una settimana) occorre che il medico di base abbia disposto la visita urgente, restano comunque un miraggio, per la maggior parte delle prestazioni, gli obiettivi da raggiungere: 30 giorni per una visita e 60 per le altre analisi. La tendenza non è migliorata negli ultimi due anni: nell’estate 2012 si aspettava un mese per sottoporre il cuore a un accertamento, ora ce ne vuole il doppio; pareva tantissimo attendere sei mesi per l’elettrocardiogramma Holter: nel frattempo sono diventati sette. Per alcune specialità si affollano i cittadini in lista: 424 i prenotati a una Tac al torace nel periodo di rilevamento del 2012, diventati nel luglio scorso 568. La coda più numerosa è di quanti si devono sottoporre all’ecografia all’addome: 3 mila 776. Poco meno — 3 mila 580 — i pazienti in attesa della visita oculistica. Il problema insomma è reale. Anche se non è certo solo forlivese. L’Istat ha rilevato che dal 2008 al 2013 gli italiani hanno prenotato 70 milioni di visite e 4 milioni di esami in più. In media si va dal medico otto volte l’anno, calano solo le sedute sulla poltrona del dentista. Sono numeri che hanno fatto parlare di ipocondria (qualcuno la definisce ansia da malattia) alcuni esperti.

di fa. gav.

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