Fumogeni e pietre, sono tornati i cretini

121007786-84eb55b6-779b-416e-8149-c2d61974f634Un primo blitz davanti al mistero dell’Economia con lancio di uova e fumogeni. Un altro davanti all’ambasciata tedesca. Poi una lunga marcia fino a piazza Vittorio, tra un imponente schieramento di forze dell’ordine. Una tensione palpabile per tutta la durata del corteo, ma senza incidenti. Si è conclusa senza scontri la manifestazione di ieri a Roma, indetta in occasione della giornata di sciopero sociale europeo che ha coinvolto altre 50 città italiane. Il corteo a cui hanno partecipato precari, sindacati, lavorati e studenti, è partito dopo le 10.30 da piazza della Repubblica, dove si è atteso l’arrivo degli studenti universitari dalla Sapienza. Poi la manifestazione, composta da circa 10 mila persone, si è mossa percorrendo via Cernaia, via Volturno, piazza Indipendenza, via San Martino della Battaglia, viale Castro Pretorio, viale dell’Università, piazzale Verano, via dei Reti, via dello Scalo di San Lorenzo, Porta Maggiore e fino a piazza Vittorio. Complice anche lo sciopero dei mezzi di trasporto, il traffico è andato in tilt nelle zone di passaggio del corteo.
Slogan contro il governo e il Jobs Act hanno scandito la marcia, che ha subito un primo stop davanti al ministero dell’Economia con un lancio di uova e fumogeni verso il palazzo. I momenti di tensione però, sono durati poco, e il corteo ha poi proseguito lungo via Volturno. Alla testa lo striscione con su scritto «Stop jobs act. No sblocca Italia. No piano scuola» che è tornato a fermarsi davanti all’Ambasciata tedesca di via San Martino della Battaglia, blindata dalle forze dell’ordine, dove è partito un altro lancio di uova e fumogeni, uno dei quali ha colpito la ruota di uno dei blindati ma senza conseguenze. I manifestanti hanno poi intonato cori contro la politica del cancelliere Angela Merkel. Una volta giunti davanti al Policlinico Umberto I un gruppo di manifestanti si è staccato per esporre, dal muro del nosocomio, tre camici bianchi e due striscioni con la scritta «salute bene comune» e «il patto di stabilità nuoce gravemente alla salute». Tra strade sbarrate dalle forze dell’ordine e sotto la sorveglianza degli elicotteri, il corteo ha raggiunto piazza Vittorio. Numerose le bandiere dei No Tav, Cobas e dei Movimenti per il diritto all’abitare. Al corteo, inoltre, hanno partecipato anche moltissimi immigrati che, una volta a piazza Vittorio, si sono staccati per raggiungere Montecitorio dove era previsto un sit-in della Carovana europea rifugiati e migranti. Momenti di caos nella piazza dove il gruppo di extracomunitari, si è diretto verso la fermata della metro passando tra le auto e bloccando il traffico per alcuni minuti. Poi a via del Tritone, al grido di «Stop Racisme!», sono arrivati a Montecitorio. Nella lunga giornata di mobilitazioni nella Capitale, un gruppo di circa 30 lavoratori, è salito in cima al Colosseo ed ha srotolato gli striscioni: «Io sto con Ilario e Valentino» e «no alla privatizzazione del trasporto pubblico», in solidarietà con i due autisti di bus sospesi dalla Roma Tpl dopo la loro partecipazione alla trasmissione «Presa diretta».

di Francesca Musacchio
Roma, 15 novembre 2014
Fonte Il Tempo
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