Al pronto soccorso in barella per 17 ore in attesa di un posto-letto

Sciopero infermieri il 3 novembre,disagi in ospedaleLa protesta di una donna che ha accompagnato la mamma di 66 anni all’ospedale di Prato per una crisi glicemica. “Alla fine ci hanno rispedito a casa”

Parcheggiata per 17 ore su una barella al pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano per mancanza di posti-letto e poi rimandata a casa. E’ la protesta di Serena Bellini, figlia della donna di 66 anni incappata in questa disavventura sanitaria fra venerdì 15 e la mattina di sabato 16 . “Mia mamma soffre di Parkinson – racconta – è diabetica e ipertesa. Giovedì sera ha avuto un forte picco glicemico e la pressione gli è scesa di botto, un piccolo collasso. Alle 4.30 l’ho accompagnata al pronto soccorso dove l’hanno visitata e messa su una barella perché, così hanno giustificato, non c’erano posti letto disponibili”.

Madre e figlia sono rimaste lì per ore in attesa che arrivasse la notizia che qualche letto si fosse liberato per il ricovero, notizia che però non è mai arrivata. “In questo frattempo è rimasta in quella stanzina di accoglienza del pronto soccorso insieme ad altre dieci-quindici persone, con grande disagio. Stamattina verso le 9, con mia grande meraviglia, ci hanno detto che potevamo tornare a casa”. Serena Bellini ammette che a quel punto la fase peggiore della crisi era stata superata, ma la mamma avrebbe comunque avuto bisogno di restare almeno in osservazione per essere controllata.

“Ho avuto esperienze con l’ospedale vecchio e devo dire che queste situazioni non accadevano. Potevano esserci dei problemi di posti-letto inizialmente, ma poi nel giro di un paio d’ore si risolvevano sempre”. La donna vuole però ringraziare il personale che ha assistito la mamma nelle ore trascorse al pronto soccorso. “Su di loro non ho nulla da dire, sono stati competenti e presenti”. (f.a.)

Il Tirreno