Dipendente comunale fa sparire 580.236,28 euro

corte dei contiPer quattro anni, dal 2009 al 2012, indisturbato il Sig. D.P., dipendente comunale incaricato della riscossione dei canoni di locazione delle unità immobiliari di proprietà dell’Ente, riscuoteva ma non versava nelle casse comunali ed annotava somme diverse rispetto a quelle effettivamente riscosse.

Il sig. D.P. in particolare provvedeva ad incassare brevi manu dagli affittuari degli immobili di proprietà comunale le somme dagli stessi dovute ed emetteva regolare quietanza, sottraendone per fini personali una parte cospicua per un ammontare pari a complessivi € 580.236,28. Successivamente interveniva abusivamente sul sistema informatico comunale al fine di far risultare falsamente come effettivamente riversate tutte le somme indicate nelle ricevute di pagamento depositate presso la tesoreria comunale.

Tutto emerge nel 2012 con un esposto del Sindaco con il quale si riferiva che, a seguito di un controllo sulle stato delle riscossioni relative alla locazione di immobili di proprietà dell’ente, si veniva a conoscenza di mancati introiti da parte del Comune.

Dagli accertamenti effettuati dalla Guardia di Finanza veniva accertata la differenza tra l’annotato in contabilità e quanto effettivamente incassato con riferimento agli elenchi di pagamenti degli anni dal 2009 al 2012, ed ai versamenti effettuati dal Sig. D.P.: anno 2009 € 105.650,96; anno 2010 € 152.420,86; anno 2011 € 223.584,16; anno 2012 € 98.580,30; per un totale € 580.236,28.

La Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale della Regione Lazio con sentenza del 14 novembre 2014 n. 814 ha riconosciuto la piena responsabilità del convenuto per il complessivo ammanco di € 580.236,28 nelle casse del Comune di Montalto di Castro, considerato che “da quanto emerso in atti, il medesimo in qualità di agente responsabile del servizio di riscossione dei canoni di locazione degli affitti, unico dipendente titolato all’accesso al programma informatico di contabilizzazione dei pagamenti, ha in modo intenzionale – viste le modalità fraudolente della condotta e l’entità degli ammanchi – omesso di riversare nelle casse dell’erario comunale la somma complessiva di € 580.236,28 riconducibile alle predette locazioni.

Quanto all’entità della pretesa risarcitoria, il convenuto nulla ha controdedotto né a seguito dell’invito a dedurre, né in esito alla citazione a comparire nel giudizio davanti alla Corte dei Conti per il quale non si è costituito. Da tale comportamento la Corte ha tratto un ulteriore argomento di prova della sostanziale esattezza degli importi oggetto della domanda della Procura regionale, avendo l’ex agente contabile completamente omesso di dimostrare eventuali (anche parziali) fatti impeditivi al doveroso adempimento degli obblighi commessi alla specifica gestione delle entrate dell’ente locale.

Ha concluso la Corte dei Conti che all’importo per cui è condanna pari ad € 580.236,28 deve essere aggiunta la rivalutazione monetaria secondo gli indici Istat, calcolata a decorrere dalla data di scadenza dei singoli canoni di locazione oggetto di omessi versamenti e fino alla data della decisione; oltre al computo degli interessi legali dalla data di deposito della sentenza fino al soddisfo.

Enrico Michetti – Il Quotidiano della PA