Donne aggredite, l’identikit del maniaco

maniaco«Il volto di un ragazzo molto giovane. Affilato, con gli occhi a mandorla e l’attaccatura dei capelli bassa sulla fronte. Il naso un po’ curvo e magro, mento e zigomi non pronunciati». Questo è l’identikit disegnato ieri sera per il Secolo XIX dal testimone che ha visto in faccia il maniaco con il berretto che da mesi sta seminando il terrore a Sampierdarena. Il due agosto scorso è intervenuto in soccorso di una delle sue vittime, nel parcheggio del supermercato In’s di via Buranello. Non solo ha messo in fuga il balordo urlandogli di andarsene, ma poi ha avuto anche il coraggio di inseguirlo per qualche centinaio di metri. «Prima che iniziasse l’inseguimento, quello ha lasciato andare la sua preda, a cui poco prima aveva messo una mano sulla bocca. E poi si è girato a destra e a sinistra, forse per capire dove mi trovassi. Ed è stato proprio in quel momento che ho avuto modo di scorgere i suoi lineamenti. Era un po’ di profilo, ma non troppo. Sono passati mesi da quella drammatica notte, ma la sua immagine mi è stampata nella mente». Quanto basta per fornire agli inquirenti l’identikit che cercavano da tempo. Nei prossimi giorni B. C., 26 anni, dipendente di un’agenzia di viaggi, saràconvocato dai poliziotti della squadra mobile che indagano sul caso.

La sua testimonianza, confermano fonti vicine agli ambienti investigativi, è «molto significativa» e riporta «elementi che tornano anche in un altro episodio, quello avvenuto il 28 maggio in salita inferiore Salvator Rosa». In tutte e due le vicende le vittime hanno detto di aver passato la serata in un locale dove era stata organizzata una festa. E di essere state aggredite all’esterno, per strada, mentre tornavano a casa. Il problema è che la trentenne molestata in primavera non era riuscita a vedere il volto del maniaco, che agisce quasi sempre alle spalle in modo fulmineo. E lo stesso vale anche per tutte le altre donne che negli ultimi mesi hanno subito violenze o molestie nel ponente genovese.

Il Secolo XIX