La figlia sta morendo, i genitori vendono la casa per salvarla

mani-bimbo-adultoQuella della famiglia Lea è una corsa contro il tempo. Ogni giorno che passa potrebbe essere l’ultimo per la loro piccola Frankie-Rose di 7 anni. C’è solo un’ultima e costosa possibilità per mantenerla in vita, una cura contro il tumore per la quale la famiglia dovrebbe affrontare un’ingente spesa. E i soldi non ci sono.
Così Michelle e Sam Lea di Erith, nel Kent, che hanno anche altri due figli, Alfie, 11 anni, e Freddie, 5, hanno deciso di vendere la loro casa: l’immobile è stato messo in vendita a 170mila sterline, 160 dei quali dovrebbero servire per la terapia adronica, una forma di radioterapia che utilizza fasci di protoni, neutroni o ioni positivi per il trattamento dei tumori.

In un primo momento si era pensato di portare la bambina negli States, ma negli ultimi giorni, dopo un ulteriore aggravio della condizione, i genitori hanno pensato di guidare fino in Germania o in Svizzera per salvarla: se la famiglia non dovesse riuscire a far sottoporre la piccola alla terapia il rischio è che non riesca a vedere il giorno di Natale.

Frankie-Rose ha un tumore cerebrale aggressivo che i medici, in un primo momento, hanno diagnosticato come dolori della crescita. Il calvario è iniziato in primavera. «Mia figlia aveva le gambe doloranti e ho pensato fosse perché, come tutti i bambini della sua età, era sempre in movimento – ha raccontato mamma Michelle – ma poi i dolori sono diventati sempre più forti. Sono andata dal medico e mi ha detto che si trattava di dolori della crescita. Poco dopo una serie di lividi è spuntata sulle sue gambe. Sono tornata dal medico ma la risposta è stata sempre la stessa. La settimana successiva Frankie ha iniziato ad avere problemi di equilibrio e il dottore mi ha prescritto una visita dall’oculista. Sono tornata da lui cinque volte prima di cambiare medico: il nuovo dottore ha eseguito un test neurologico e ha spedito immediatamente me e mia figlia in ospedale per fare una risonanza magnetica».

Al Darent Valley Hospital nel Kent, l’esame ha rivelato un accumulo di liquido nel cervello della bambina che è stata mandata in ambulanza al Kings College Hospital di Londra per un intervento chirurgico d’urgenza fissato per la mattina seguente. L’operazione ha rivelato che una massa sul tronco cerebrale stava causando l’accumulo. La settimana successiva i risultati della biopsia sono stati sconcertanti: la bambina aveva un tumore al cervello e la posizione sul tronco cerebrale rendeva impossibile operare.

I medici speravano di stabilizzarlo con la chemioterapia seguita dalla radioterapia, ma da lì a poche settimane hanno scoperto che i trattamenti sarebbero risultati inutili. Il 23 agosto Michelle e Sam si sono sposati alla presenza dei loro bambini, prima che per Frankie-Rose fosse troppo tardi. Due giorni dopo la piccola ha iniziato la chemioterapia, immediatamente seguita da effetti collaterali devastanti, tra cui nausea, perdita di peso e un’emorragia al cervello.

Quando i medici la settimana scorsa hanno effettuato gli ultimi accertamenti hanno scoperto che il tumore della piccola ha triplicato le sue dimensioni e si è diffuso alla spina dorsale. L’ultima speranza è la costosa terapia adronica. Da quel giorno per la famiglia Lea è iniziata la corsa contro il tempo per vendere la casa: l’immobile sul mercato vale 220mila sterline ma la famiglia ha abbassato il prezzo, sperando di attirare in fretta un acquirente e finanziare il trattamento.

«Siamo disperati – ha detto Michelle – Abbiamo lavorato duramente, la nostra casa è tutto quello che abbiamo, ma dobbiamo venderla per salvare la bambina. Alcune persone potrebbero criticare la nostra scelta di lasciare gli altri figli senza un tetto, ma sarebbe più complicato dire che stiamo lasciando morire Frankie».

La famiglia ha istituito una pagina di raccolta fondi su GoFundMe e, fino ad adesso, sono stati racimolati oltre 70mila euro in quattro giorni. Ma non bastano. Se i soldi non si trovano, il tempo potrebbe arrestare la corsa di Frankie-Rose.
di Federica Macagnone

WASHINGTON – Sabato 15 Novembre 2014

Fonte Leggo

LCSO