Litiga col marito e cerca di ucciderlo a colpi di machete: “Mi spiace non averlo ucciso”

litigio2Spaventata, ma non pentita. L’unico rammarico lo avrebbe espresso per non aver compiuto prima quel gesto e per non essere riuscita a ucciderlo. Antonietta Felicia Lombardo, la 47enne di Canzo che mercoledì pomeriggio ha accoltellato il marito 57enne Ranieri Di Napoli, ai carabinieri della stazione di Casatenovo da cui si è costituita convinta dalla sorella di Missaglia è parsa estremamente lucida. «Mi spiace solo di non averlo fatto prima e di non averlo ammazzato», avrebbe confessato. La donna ha raccontato che non ne poteva più, l’uomo che ha sposato le avrebbe reso la vita un inferno, con continue minacce, anche di morte, e poi vessazioni e pressioni psicologiche, senza tuttavia arrivare alle mani. La situazione sarebbe ulteriormente peggiorata quando lui, un piccolo imprenditore, ha perso l’azienda. Nel chiuso delle mura domestiche continuavano a discutere e litigare, senza che nessuno sospettasse nulla. Lei si sarebbe confidata con i familiari e qualche amica, che tuttavia non immaginavano, non potevano sapere quello che sarebbe stato in grado di commettere, sino a quando non è successo, sino a quando quella signora così minuta e remissiva che a lungo avrebbe subito in silenzio i soprusi del consorte mentre dormiva lo ha sgozzato con un machete.
In casa non c’erano altre persone, se non il figlio più piccolo di 12 anni: gli altri, più grandi e maggiorenni, si trovavano fuori per lavoro. Il ragazzino era in camera sua, non ha sentito nulla, d’improvviso la madre ha fatto irruzione nella stanza e gli ha detto che dovevano andarsene a Missaglia, dalla zia, perché aveva litigato ancora con papà. Il 12enne non ha posto domande, l’ha seguita, ma deve aver visto il genitore quasi esanime e riverso in una pozza di sangue. Che effettivamente tra i due coniugi non sussistesse più armonia lo hanno confermato in tanti. Testimonianze arrivate ai militari del nucleo operativo della compagnia di Merate che hanno lanciato l’allarme, e a quelli di Asso intervenuti direttamente sulla scena del tentativo di omicidio consumato ormai da diverse ore. Lo hanno ammesso pure i parenti più stretti. Eppure all’apparenza sembravano una coppia normale, come tante: mai una scenata in pubblico, mai delle grida provenire dalla loro abitazione, mai una denuncia o una segnalazione agli operatori del 112.
di Daniele de Salvo

Canzo (Como), 16 novembre 2014

Fonte Il Giorno

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