Fratellini uccisi, il padre assassino era capace di intendere e di volere: chiesto l’ergastolo

imagePasquale Iacovone è pienamente capace di intendere e volere. Lo hanno stabilito i periti nominati dal Tribunale di Brescia che hanno visitato il padre che a Ono San Pietro, nel Bresciano, il 16 luglio 2013, uccise i due figli di 7 e 11 anni, morti carbonizzati.

È in corso a Brescia il processo con rito abbreviato. Pasquale Iacovone, rimasto gravemente ustionato nell’incendio che divampò nella sua abitazione, non è presente in aula. C’è invece l’ex moglie e madre dei due bambini, Erika Patti. Dopo la relazione dei periti, il processo è ripreso con la discussione.

Per l’uomo è stata chiesta la condanna all’ergastolo, la sentenza è prevista per il 19 dicembre. All’uscita dal Tribunale lo zio dei due bambini, Omar Patti, è stato molto duro. «La richiesta di ergastolo è il minimo – ha detto -. Solo perché in Italia non c’è più la pena di morte». Il legale di Iacovone, l’avvocato Gerardo Milani, ha chiesto per il suo assistito l’assoluzione, contestando la perizia psichiatrica.

Brescia, 21 novembre 2014

Il Giorno

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