La maestra Greta: “Diventare donna è stata una rinascita. Ora non vedo l’ora di tornare a scuola”

gretaTanti amici in ospedale per festeggiare la riuscita dell’operazione per il cambio di sesso

Il primo giorno di Greta, Greta donna nel corpo e presto anche nei documenti, è un giorno strano. Affollato, prima di tutto, perché all’ospedale di Cisanello le visite di amiche e amici iniziano già la mattina, appena passata la notte post-intervento, l’intervento al quale la maestra Greta, per ora (ma per poco) Fabio all’anagrafe, stava aspettando di sottoporsi da circa due anni.

Attaccato al trespolo della flebo un grande cuore rosa, di quelli che si mettono alla porta di casa quando nasce una bambina, e un biglietto con la data e con su scritto “È nata Greta”. A lei questo cuore, che le ha portato una delle sue più care amiche, le è tanto piaciuto che già la sera dell’operazione, appena si è ripresa dall’anestesia, ha voluto fotografarlo e postarlo su Facebook. Felice, rilassata, commossa per tutti i messaggi che sta ricevendo (la sua bacheca fb è un fiume di auguri, richiesta di notizie sulle sue condizioni, cuoricini e adesivi) la maestra Greta si fa in quattro per rispondere a tutti, anche alle tante telefonate. «Ho solo un po’ di nausea, per il resto sto bene… Non ho dolore, sono un po’ stordita ma tanto contenta». La convalescenza sarà un po’ lunga ma intanto mercoledì Greta dovrebbe tornare nella sua casa di Antignano «e spero di poter subito riprendermi la mia cagnolina, Sara, che mi manca da morire».

Ma Greta ha un altro motivo per rimettersi presto. «Non vedo l’ora di tornare a scuola, e finalmente sarò proprio “una” maestra». Non che in questi ultimi anni, da quando Fabio ha deciso di vestirsi e truccarsi da donna e di chiamarsi Greta anche in classe, con i ragazzini dell’asilo e delle elementari dove insegna, la sua condizione di persona “in transito” da uns esso all’altro sia stato un problema. Lei era la maestra Greta e basta, pochissimi i mugugni, moltissimo l’affetto di colleghe e colleghi, genitori e bambini. Merito anche della grande capacità di Greta di farsi voler bene, modi dolci e un rapporto stupendo con i più piccoli che in questi giorni le hanno mandato biglietti di auguri e disegni dedicati a lei.

«In effetti non cambierà niente né per me né per loro – spiega lei – ma io sarò comunque più serena, l’ansia dell’attesa mi divorava. Non ho mai fatto pesare questa tensione sul lavoro anche perché appena entravo in classe mi sentivo leggera, i pensieri brutti e le preoccupazioni svanivano, condividere le giornate con i bambini per me è importantissimo, l’insegnamento viene prima di tutto. E spero di ricominciare al più presto la mia vita di sempre che farà comunque parte di questa mia nuova vita».

Il Tirreno – Cristiana Grasso

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