Offesa pagata con una coltellata mortale

coltelloIl giovane colpito per futili motivi: chiedeva la carità e ha avuto una lite con un portabagagli che ha reagito

Le indagini per far luce sulla morte di Semir Gaouem avrebbero chiarito che all’origine dell’accoltellamento mortale del ventinovenne residente a Massa Fiscaglia in via Bonafini 22 vi sarebbe una lite scaturita per furtili motivi.

Semir si sarebbe avvicinato ad un portabagagli chiedendogli se aveva qualche monetina, secca la risposta dell’altro: «Cosa vuoi barbone» e Semir di rimando che lo avrebbe insultato pronunciando la frase: «Bangla di m…», e poi era nata la zuffa davanti alla stazione ferroviaria di Venezia S. Lucia, finita con una coltellata e la morte dello stesso Semir Gaouem, nativo di Paternò (CT) residente appunto a Massa Fiscaglia dove la famiglia si era trasferito da oltre 25 anni. Da qualche tempo Gauoem non si vedeva più in giro a Massa. A Cornacervina vive un fratello, Zouhair di un anno più giovane: nato ad Aosta ha 28 anni, cittadinanza italiana, fa il camionista e vive con una compagna italiana. Non si hanno più notizie di un terzo fratello, Billel, 23 anni, nato a Codigoro. Nessuna notizia neppure del padre Kalifa, tunisino che da anni si è separato dalla moglie, tedesca.

Semir era arrivato a Venezia non da molto tempo e risultava un senzatetto.

Era rientrato dalla mensa della Caritas. Barcollante, forse ubriaco. Quando ha visto sulla scalinata Hussain Musharraif, portabagagli bengalese di 36 anni, con cui a quanto pare aveva avuto qualche screzio pure nei giorni scorsi, non ci ha pensato due volte: l’ha sorpreso alle spalle, aggredendolo ed insultandolo. I due sono caduti a terra, c’è stata una breve colluttazione fino a quando il bengalese, residente a Mestre e padre di due figli, da una tasca ha estratto un coltello a serramanico. Un colpo solo, un unico fendente al costato. Gaouem è crollato a terra, si è rialzato, è riuscito a fare due passi, per poi crollare davanti all’ingresso. Musharraif è scappato abbandonando il suo carretto per il trasporto delle valigie, la pettorina arancione e il coltello in un magazzino depositi dove di solito teneva l’attrezzatura del lavoro. I testimoni, amici del clochard, hanno avvertito la Polfer. Scattata la caccia all’uomo, il 36enne bengalese è stato arrestato sotto casa a Mestre, poi portato in Questura e sottoposto – su disposizione del Pm Walter Ignazitto – a fermo per indiziato di reato e interrogato; si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il gip ha convalidato il fermo.

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