Senza un lavoro a 37 anni vola giù dal tetto e muore

carlo lucianiVola giù dal tetto di un palazzo in pieno centro ad Avezzano. Da un anno e mezzo era rimasto senza lavoro e non era più lo stesso. Carlo Lucianiaveva 37 anni. Viveva in un appartamento mansardato al settimo piano di una palazzina in via monsignor Bagnoli, all’incrocio con via Trento. Era da poco passato mezzogiorno quando Luciani, mentre era in casa con la compagniaAngela Roselli, incinta di sei mesi, è salito sul tetto. Il primo ad arrivare sul posto è stato il proprietario del negozio che si trova al piano terra della palazzina.

«Ho capito che era successo qualcosa di grave» commenta Francesco Berardicurti, che si trovava a passare per caso «dall’espressione del negoziante che si è messo le mani in testa. Abbiamo spostato i bidoni e cercato di entrare nel cortile, chiuso però dall’interno. Poi un ragazzo ha scavalcato e avvicinandosi ha detto che era avvenuta una tragedia. Siamo scioccati» conclude Berardicurti «Carlo era un ragazzo buono e a cui era impossibile non volere bene, un compagnone. Amava cantare insieme con il padre che organizzava spesso karaoke».

Sul luogo della tragedia è arrivata una pattuglia dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile. I militari hanno richiesto l’intervento del medico legale. Sono arrivati il dottore della Asl, Domenico De Rubeis, e la dottoressa Elena D’Andrea, che ha poi firmato il referto. Non appena gli agenti della polizia locale hanno transennato la strada, impedendo il passaggio delle auto, si è formato un capannello di curiosi.

Angela Roselli, da più di dieci anni operatore informatico al Comune di Avezzano, dove lavora negli uffici dei servizi sociali, si è sentita male e i sanitari hanno dovuto aiutarla.

All’inizio sulle circostanze della morte c’è stato qualche dubbio. Una vicina ha infatti raccontato che qualche giorno fa Luciani era rimasto senza chiavi e aveva scavalcato pericolosamente sul terrazzino per entrare in casa da una finestra. Il 37enne ieri mattina, però, aveva le chiavi in tasca.

Sul posto è intervenuto il capitano della compagnia dei carabinieri di Avezzano,Enrico Valeri, insieme al luogotenente comandante della locale stazione,Bruno Tarantini. La Procura ha aperto un fascicolo e il titolare del procedimento è il pm Roberto Savelli. I carabinieri hanno raccolto diverse testimonianze. Alcune persone che conoscevano Luciani raccontano che nell’ultimo anno e mezzo non riusciva a rassegnarsi alla perdita del lavoro. Luciani ha lavorato come operaio alla Tekneko, al Comune e per diverse agenzie della città, fino all’ultimo impiego all’Italsav. È figlio di Livio, custode del castello Orsini di Avezzano, e di Caterina Fegatilli, casalinga. Due genitori che lo adoravano e che vivevano per lui. «Prima abitava in via delle Olimpiadi, siamo cresciuti insieme», sottolinea Ivan Di Berardino, «ha seguito passo passo la mia carriera da pugile. Era una persona buona».

«Il padre voleva andare in pensione e lasciargli il posto» aggiunge Carlo Michetti, amico di famiglia, direttore di radio Monte Velino, «ma purtroppo non è riuscito nel suo intento. Sapeva che il figlio era angosciato per via del lavoro».

«A nome del sindaco Gianni Di Pangrazio e di tutta l’amministrazione» conclude l’assessore al Sociale, Patrizia Petricola, «mi unisco al dolore della famiglia e della compagna Roselli, stimata dipendente del nostro Comune».

Magda Tirabassi – Il Centro