Morta in rogo al Ciclamino Park. Rinviati a giudizio marito e idraulico che installò la stufa

GIUSTIZIA: SCIOPERO PENALISTI FERMA I TRIBUNALIIl marito della vittima dell’incendio al «Ciclamino Park» di Crandola Valsassina e l’idraulico che ha installato la stufa sono stati rinviati a giudizio. I fatti risalgono al 19 dicembre del 2010, quando un incendio aveva devastato il ristorante pizzeria Ciclamino Park. La moglie del gestore del locale, Rosa Antonia Invernizzi, residente a Calolziocorte, rimase intrappolata e morì all’ospedale Manzoni. La causa del rogo vennne ipotizzata in una scintilla fuoriuscita dalla stufa, che in pochi secondi ha provocato l’incendio non dando scampo a chi ancora si trovava all’interno.

Davanti al Gup Massimo Mercaldo si sono presentati gli avvocati difensori degli imputati Maurizio Beri e Roberto Floreano, il primo venditore della stufa che ha provocato l’incendio e il secondo gestore del ristorante. Il capo di imputazione è di omidicio colposo e incendio doloso. I figli della vittima, Chiara e Daniele, e la Società Magiga Spa, proprietaria dello stabile, si sono costituiti parte civile. La parte civile è sostenuta dall’avvocato Fabrizio Consoloni.

Invece Cristian Malighetti e Marcello Perillo, avvocati difensori dei due indagati, l’idraulico che vendette ed eseguì i lavori di installazione della stufa, Maurizio Beri, e il marito della vittima, accusato di aver manomesso l’impianto di riscaldamento proprio installando una stufa a pellet, hanno chiesto il proscioglimento.

Nell’udienza preliminare di oggi il pm Rosa Valotta ha ricostruito quanto accaduto nel locale la mattina del 19 dicembre di tre anni fa. Nella relazione del perito incaricato dal tribunale Massimo Maria Bardazza, viene indicata la zona dove sarebbe partito l’incendio: si tratta di un’area esterna al locale dove, secondo la ricostruzione del perito, c’era un tavolo da lavoro sul quale passava il tubo di una stufa a pellet. La stessa da cui si sarebbe innescato il terribile incendio. Per questo motivo, oltre all’idraulico che vendette e installò la stufa, è stato rinviato a giudizio il marito della vittima. Il processo si aprirà il 3 giugno.

Casargo, 14 gennaio 2013

Fonte Quotidiano Net

LCSO