Depenalizzazioni… di uno stato che non c’è

carcere22-2E’ facile parlare di depenalizzazione con enfasi ed estrema superficialità, quello che sta avvenendo in termini di riforme penali porta solo a strumentalizzazioni di carattere politico.
Si strombazza infatti ai quattro venti la riforma in senso amministrativo del reato di invasione di terreni ed edifici che di fatto negli ultimi tempi difficilmente ha portato a pene di carattere detentivo all’interno delle nostre patrie galere.
Dire oggi che lo stesso sia stato declassato al rango di “multa” non riduce certo la sostanza fattuale della sanzione già prevista quando era di tipo penale.
Credete davvero che per una occupazione abusiva, magari da parte di una famiglia disperata, il colpevole nucleo familiare avrebbe passato del tempo dietro le sbarre ?
Non fatevi e non facciamoci prendere in giro perché di depenalizzazioni, indulti e liberazioni di massa sono una realtà da tempo.
Ogni giorno, nelle piccole aule affollate dei nostri tribunali, dove i reati a più alto impatto sociale vengono giudicati come i furti, le rapine, gli scippi,lo spaccio di stupefacenti, già da tempo sono trattati solo ed esclusivamente come delle carte da far girare con l’evidente risultato che il truffatore, lo spacciatore o il rapinatore già il giorno successivo all’evento è nuovamente libero di tornare a delinquere.
Il problema semmai, allo stato attuale, è capire questo sistema paese dove vuole andare a finire, quale sia la regia che di fatto legalizza l’illegale, rende inefficaci i codici e riserva solo a reati gravissimi, come lo stupro, l’omicidio e pochi altri, una effettiva sanzione detentiva.
Sanzione che peraltro, a ben vedere, tante volte non è nemmeno ritenuta congrua, sono pochi gli anni di galera sentenziati soprattutto per quei delitti efferati che non balzano agli onori della cronaca.
Un’ impunità dilagante su cui spesso si specula e alcuni esponenti politici continuano a utilizzare come cavalli di battaglia da spendere in comizi e tribune politiche, una volta per attaccare la magistratura, altre volte per cercare il nemico “diverso” da combattere!
Il tutto in un crescendo che pare non volersi arrestare, che non tiene minimamente conto di quanto le fasce deboli, oltre alla perdita del lavoro, subiscono e che si vedono depredati anche di quel poco che hanno in una escalation di quei reati predatori che impoveriscono la già povera cittadinanza italiana.
Chi invece dispone di risorse economiche forse subisce di meno, del resto ha tutti i mezzi soprattutto economici per sopportare qualche piccolo inconveniente come uno scippo, un furto in casa o qualche truffa.
Essere ricchi non significa però dover essere soggetti a maggior disagio, Robin Hood non esiste, ma l’arretramento di questo Stato che non vuole più proteggere i suoi cittadini ci porterà alla catastrofe se non si dovesse invertire immediatamente la tendenza.
Se continueremo a rendere vane denunce e arresti delle forze dell’ordine facendo credere ai cittadini che è colpa dei magistrati o di una malagiustizia incapace e non di una politica distruttrice e speculatrice che aumenta a suon di decreti legge l’impunità, l’unico risultato che potremo raggiungere sarà caos e disperazione.
Quella disperazione che sta diventando rabbia, distruzione, devastazione perché se non si dovesse trovare un modo per ritornare a essere un paese vero in troppi, per altre e svariate ragioni, cominceranno a chiedersi: “ma lo Stato a che serve?”.
…e ciò che non serve, prima o poi, non può che essere distrutto anche da quel cittadino che gioco forza ha già più volte detto che non riconosce più, come visto all’ultima tornata elettorale, il valore della democrazia rappresentativa.
Senza Giustizia non esiste Stato, senza Stato non ci sono cittadini….di quanto ancora dobbiamo alzare l’asticella?
By Spirit of the Night

 

Roma, 5 dicembre 2014

DE