Giornalista aggredita da extracomunitari. Salvata dai carabinieri

Immagine9.30, arrivi al parcheggio dell’ospedale di Cisanello, a Pisa. Premi il pulsante che emette il ticket per l’area sosta e la sbarra si apre. Procedi 10 metri in avanti e non fai in tempo a mettere la freccia per girare a sinistra che un capannello di extracomunitari inizia ad agitare le mani verso di te. “Qua, qua – ti dicono -, da questa parte” e ti indicano un posto vuoto. Ma tu devi andare all’uscita nord e procedi incurante di ciò che ti dicono dietro. Arrivi a posteggiare e ti rendi conto, guardando lo specchietto retrovisore, che uno degli immigrati ti ha seguito. “Dammi un euro”, ti dice. “No”, gli rispondi tu. Perché ti verrebbe da ricordargli che all’uscita pagherai già 50 centesimi all’ora. E visto che dovrai rimanere a visita un paio d’ore, l’euro per il parcheggio non è a lui che lo devi dare. Con prepotenza ti risponde male, facendoti capire velatamente che se non paghi potrebbe accaderti qualcosa all’auto. “Ok, te li do dopo, devo scambiarli”, rispondi, giusto perché non hai tempo da perdere e la visita ti aspetta. Due ore dopo, alle 11.35, esci dall’ospedale e vai verso il casotto degli ausiliari del traffico con in mano il ticket per pagare il parcheggio. Qualcuno si lamenta, alle tue spalle. “Ma possibile che nessuno intervenga? Non si vede mai un vigile urbano in questa zona”. “Hanno detto che dalla prossima settimana ci metteranno gli steward – spiega un altro signore – a controllare, ma mica saranno armati, questi sono ragazzi giovani, con fisici atletici e prepotenti come sono voglio vedere se accetteranno di andarsene”. Ti metti a parlare con la gente e anche con gli ausiliari del traffico, responsabili del parcheggio e apprendi che la situazione è fuori controllo. Carabinieri e polizia arrivano, verificano, raccolgono segnalazioni e denunce, fanno il loro lavoro. Per qualche giorno tutto tranquillo, poi gli extracomunitari tornano a infastidire. “Lei che è giornalista – ti dice qualcuno – lo scriva, non ne possiamo più”. Prendi il telefono cellulare dalla tasca, lo alzi verso il capannello degli extracomunitari. Ce n’è uno che sta prendendo a calci un paletto di legno della staccionata che separa i posti auto. E’ quasi del tutto divelto. In giro sacchetti, borse lasciate qua e là. Sporcizia ovunque. Si accorgono che li stai fotografando e iniziano a gridare. “Vieni qui se hai coraggio”, ti minacciano. E poi parolacce, insulti, ancora minacce di non farti arrivare alla tua auto. Interviene una coraggiosa ausiliaria del traffico. “Andate via o chiamo i carabinieri”. Viene aggredita a sua volta. Ciò che esce dalle loro bocche è irripetibile. Parolacce di ogni genere e poi ancora minacce di aggredire, alzare le mani, solo come i prepotenti possono fare. Partono le telefonate al 112. In pochissimi minuti arriva una pattuglia dei carabinieri della compagnia di Pisa. Ci ascoltano, poi raggiungono il capannello di extracomunitari e li avvertono che lì non possono stare a perpetrare il loro pretendere soldi che si colloca a metà tra il chiedere le elemosina e l’estorsione vera e propria. Continuano a seguirti con gli occhi, che promettono di fartela pagare, se ti rivedranno in giro. Arrivano altre due pattuglie di carabinieri e allora la scacchiera vede i neri retrocedere. Se ne vanno e a noi non rimane che firmare il verbale e andare a sporgere denuncia. Nel pomeriggio, però, i carabinieri tornano nel parcheggio di Cisanello. Il deterrente non è servito. Gli extracomunitari sono di nuovo lì. Vengono circondati, fermati e portati in caserma. Sono numerosi, qualche decina. Si tratta per lo più di senegalesi, quasi tutti sotto i trent’anni, regolari, senza un lavoro. Ma ciò non giustifica le minacce, le aggressioni, la prepotenza, l’estorsione. Peccato che la politica buonista di un’Italia che riesce a tollerare situazioni di questo tipo, in cui allo straniero che delinque è consentito tutto e al residente che paga le tasse è negato qualsiasi tipo di diritto, continui ancora una volta a giustificare in nome della buona accoglienza. E peccato che leggi fatte ad hoc siano state create non per consentire una giustizia che lo sia davvero, ma un’ingiustizia mascherata da giustizia. Il lavoro dei carabinieri di Pisa, in un venerdì qualunque di dicembre, è stato lo stesso di sempre: pochi uomini, coraggiosi, a tutelare i cittadini, senza mai tirarsi indietro. Neanche là dove due rappresentanti dell’Arma fossero soli davanti a una ventina di senegalesi arrabbiati. Che fare? Dire basta. Perché è solo denunciando, raccontando, scrivendo, smettendo di giustificare, ma alzando la voce davanti a situazioni di questo tipo che si cambia l’Italia. Non è continuando a praticare una politica di tolleranza che salviamo gli italiani. Lo sappia il premier Renzi, che cittadini disposti a ribellarsi e dire “basta” ce ne sono tanti. Quasi tutti. Sono quelli stufi di sentir dire che andiamo a prendere la gente sui barconi in mezzo al mare e poi non siamo in grado di salvare gli imprenditori che si suicidano per debiti. Quelli che non arrivano in fondo al mese, ma sanno ancora cantare l’Inno di Mameli, quelli che si farebbero uccidere per i valori legati alla famiglia e per i quali un piatto di pasta a un povero non sarà mai negato, purché sia onesto e non si imponga con la prepotenza. Perché qui siamo in Italia, nella terra di Dante Alighieri, Giacomo Leopardi e Giosué Carducci. Patria di grandi poeti e uomini dal cuore immenso. Ma siamo anche nella Patria del generale Cadorna, quello che aprì una breccia in un posto che si chiamava Porta Pia. E che non guardò in faccia nessuno, quando ci fu da riprendersi Roma.
di Chiara Giannini

Roma, 5 dicembre 2014

DE

One thought on “Giornalista aggredita da extracomunitari. Salvata dai carabinieri

  1. Questi poliziotti coraggiosi che fanno il loro dovere, sprezzanti della loro vita nel nome della legge per tutelarla e tutelarCI, lei dove li vede? Questi in divisa, indifesi (ma armati) davanti a venti senegalesi arrabbiati (ma non sono mica dei leoni), che non vengono meno alle loro responsabilità, lei dove li vede? Io a casa mia vedo i venditori abusivi, ultima ruota del carro di racket e mafie della contraffazione. Vedo vigili urbani pagati per passeggiare lentamente, farsi un giretto senza intervenire né fare intervenire nessun altra forza dell’ordine, mentre i venditori arrotolano un lenzuolo come niente fosse. Una volta almeno si defilavano, avevano paura, ora sanno come funziona il gioco, come funziona l’Italia. A genova, nel porto antico, va molto peggio, i parcheggiatori abusivi ci sono e non c’è verso di toglierli, denunce, foto e video non sono bastati, non bastano mai. Il vero problema non è forse il lassismo all’italiana, che coinvolge qualsiasi istituzione?? L’ultima conferma mi arriva oggi: l’unico ad essere fermato dai vigili (armati) per accertamenti era un signore isolato dagli altri che vendeva tappeti, di certo non contraffatti, mentre gli altri abusivi assistevano alla scena. Piantatela di dire che solo lo straniero può essere prepotente! Tutti in Italia possono permettersi di esserlo! Solo che lo straniero si meraviglia, e capisce che misfatti altrimenti punibili in qualsiasi terra (e dunque in teoria anche qui) qui nella terra del bengodi sono ammessi.. Ogni persona che cammina su suolo italico dovrebbe sapere quali reati PUO e quali NON PUO compiere (!!!) Le colpe son di Renzi? Ai tempi della Bossi-Fini andava benone? E con Silvio non c’erano queste scene? La risposta è ovviamente NO, solo che ai tempi ancora si pazientava, i fenomeni erano nuovi, e ora siamo stanchi e stufi, di vedere che il furbo e prepotente si sciala, mentre l’onesto e meritevole soffre.

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