La Scuola di polizia? Sarà chiusa nel 2016

giuramento«Consegneremo un documento nelle mani del ministro Alfano Per razionalizzare va creato un unico corpo di vigilanza»

Un grido d’allarme per salvaguardare la sicurezza dei cittadini e pure una brutta sorpresa. Provincia, sindacati e Comuni preparano un documento contro i tagli in riferimento all’annunciata chiusura di alcuni presidi della polizia di stato. Dovrà essere sottoscritto dagli amministratori dei comuni veronesi interessati. Passerà attraverso le mani dei parlamentari scaligeri. E verrà consegnato direttamente al ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Ma c’è anche la notizia inaspettata come aggiunta non gradita. La scuola allievi agenti di polizia di Peschiera chiuderà nel giro di poco tempo. La conferma arriva da parte di Nicola Moscardo, segretario provinciale del Sindacato autonomo di polizia. «La scuola non ha lo stesso percorso degli uffici di polizia inseriti in questo primo piano di snellimento ma rientra, però, in un altro piano di razionalizzazione delle scuole di allievi agenti che prevedono la creazione di tre poli: nord, centro e sud. Per il nord è stata scelta Alessandria. Struttura sicuramente più ricettiva ma allo stesso tempo più costosa rispetto alla scuola di Peschiera, di proprietà demaniale, e per la quale non esistono costi pressanti. La chiusura? Si parla oggi del 2016. Ma i tempi potrebbero accorciarsi notevolmente, tanto da arrivare ad una chiusura anche nel giro di poco tempo, e quindi già nel 2015».
Stupore e rammarico da parte del sindaco di Peschiera Orietta Gaiulli: «Fino ad oggi consideravamo questa ipotesi un puro sussurro. Per noi è un fulmine a ciel sereno. Lo pensavamo uno scenario impossibile. La scuola è il sangue di Peschiera. Il 40 per cento degli arilicensi oggi sono i figli dei poliziotti che sono arrivati qui e poi si sono fermati. È impensabile venga cancellata dal nostro territorio. Il capo della polizia Alessandro Pansa, nella sua visita a Peschiera, non ne aveva fatto minimo cenno. E pure il suo vice Alessandro Marangoni si era limitato ad un elogio. Sono senza parole».
Notizia «pesante», a margine dell’incontro di ieri in sala Rossa al Palazzo scaligero, dove il presidente Antonio Pastorello ha illustrato il rischio sicurezza a cui il territorio veronese sta andando incontro, sia sul lago sia in pianura, in seguito alla ventilata chiusura di alcuni presidi. La chiusura riguarderà la squadra nautica di Peschiera, la polizia postale di Verona, la polizia stradale e la polizia ferroviaria di Legnago. L’intento della Provincia, dei comuni e dei sindacati è quello di lanciare un appello per tenere alta l’attenzione sul problema. Presenti all’incontro sindaci, amministratori e rappresentanti dei sindacati autonomi di polizia. Passa un messaggio comune: «Contro i tagli sarebbe utile unificare le forze di polizia, contribuendo al risparmio e mantenendo allo stesso tempo inalterata la loro presenza sul territorio».
Rimodellare, razionalizzare, non tagliare.
Michele Dressadore, segretario nazionale Sap è adombrato: «Il problema che stiamo affrontando è questo: i provvedimenti che nascono solo ed esclusivamente dalla necessità di risparmio portano all’azzeramento di potenzialità operative molto importanti. Partiamo da un settore specifico come quello della polizia postale che tratta annualmente diecimila casi di reati telematici. Qualsiasi soluzione alternativa di ricollocazione di questo lavoro non può assolvere in maniere adeguata – quantitativamente e qualitativamente – lo stesso tipo di apporto. La squadra nautica di Peschiera è un reparto che svolge un’attività specialistica e ha un’esperienza specifica. Nel Basso veronese abbiamo invece Legnago, polo operativo e sociale importante, che vede chiudere in un colpo solo due presidi di polizia. La polfer ha il compito di vigilare anche sul furto del rame. Così si lascia campo aperto ai malviventi».
Clara Scapin, primo cittadino di Legnago, è preoccupata: «La sicurezza è un diritto dei cittadini, che questi preannunciati tagli vanno a ledere. Il nostro è l’unico comune che si trova a dover difendere due presidi della polizia di stato. La malavita viaggia anche in treno e togliere la vigilanza dai binari avrà l’effetto di dare via libera a questi criminali. La presenza della polstrada rappresenta garanzia non solo per la viabilità ma anche per i controlli legati al consumo di droghe e alcol, oltre alla stessa regolarità assicurativa dei tanti automobilisti che percorrono le nostre strade. Nel 2013 sono state segnalate più di 1000 uscite di servizio. Un lavoro enorme e capillare al quale risulta impensabile rinunciare».
Preoccupazione anche nelle parole del sindaco di Peschiera, Orietta Gaiulli che deve già pensare alla chiusura della scuola di polizia. «Il lago di Garda fa milioni di presenze d’estate, dunque chiudere la squadra nautica vuol dire togliere qualsiasi tipo di sicurezza ai cittadini e ai turisti. Questo presidio negli ultimi anni ha salvato decine e decine di vite». Una smorfia per far capire l’umore: «Dovesse passare la linea dei tagli mi vedrei costretta a ritirare la cittadinanza onoraria assegnata da poco al capo della Polizia Alessandro Pansa».
La chiosa è di Nicola Moscardo del Sap: «Scenderemo in piazza per raccogliere le firme dei cittadini ai quali distribuiremo cartoline prestampate contro la chiusura dei presidi, che verranno diffuse anche attraverso i mezzi telematici».

Simone Antolini – l’Arena