Lo steward sbaglia a servirla: il boss della Korean Air fa rientrare l’aereo

aereoNon poteva credere ai propri occhi: seduta in prima classe su un aereo di linea in partenza da New York verso la Sud Corea, si era vista servire dall’assistente di volo delle noccioline in un sacchetto invece che in un piatto, come avrebbe desiderato. Un affronto che le è bastato per andare su tutte le furie, chiedere il licenziamento dello steward e ordinare il rientro al terminal dell’aereo (che si stava già avviando al decollo con 250 persone a bordo) per scaricare quel dipendente tacciato di incompetenza e inaffidabilità.

D’altra parte, lei non era una passeggera qualunque. Heather Cho, 40 anni, in qualità di vicepresidente della compagnia Korean Air e figlia del presidente, pensava di potersi permettere tutto, ma proprio tutto, a bordo dei propri aerei. Compresa quella scena quantomeno isterica che venerdì 5 dicembre, all’aeroporto JFK, l’ha messa sotto i riflettori di tutto il mondo e, soprattutto, l’ha fatta finire sotto inchiesta. Il ministero dei Trasporti del suo Paese, la Corea del Sud, sta infatti valutando la possibilità di mandarla in galera. La legge sulla sicurezza aerea vieta ai passeggeri, tra le tante cose, di causare disturbi, usare un linguaggio violento o urlare: figuriamoci quando si arriva a bloccare un aereo e a farlo tornare indietro.

L’ira di Cho non era dovuta alle bizze di una signora viziata, ma legata al suo ruolo, visto che tra le sue competenze rientra anche il controllo del rispetto, da parte dei dipendenti, delle regole della compagnia, dei protocolli di comportamento e della qualità del servizio offerto ai passeggeri. Quando si è vista servire noci di macadamia in un sacchetto invece che in un piatto, come prescrivono le regole interne, ha rimproverato l’assistente di volo che ha provato a difendersi farfugliando qualche scusa. Cho ha cominciato ad alterarsi e gli ha chiesto di tirare fuori il regolamento di bordo per leggere le norme previste. L’assistente lo ha cercato, ma non è riuscito a trovarlo e, tremando, ha cominciato a sfornare, secondo la versione di Cho, altre scuse e bugie. A qual punto Cho è esplosa e ha ordinato il rientro dell’aereo, già in pista per decollare alle 12.50, per far scendere quel dipendente “inaffidabile”. Senza dare neanche un avvertimento ai 250 passeggeri a bordo, i piloti hanno deciso di cedere alle sue richieste e tornare in aeroporto.

«Vedremo se il suo comportamento era contro la legge – ha detto un funzionario del Ministero – Si tratta di un caso senza precedenti, abbiamo bisogno di studiare il relativo regolamento. In ogni caso, anche se Cho è vice presidente della società, in quel momento era solo una passeggera e come tale doveva comportarsi ed essere trattata dall’equipaggio. Poi, una volta, tornata in Corea, avrebbe potuto adottare le misure che riteneva più opportune, come ad esempio il rafforzamento della formazione del personale».

La compagnia ha chiesto scusa e ha riferito che Cho si è dimessa, ma ha comunque sottolineato che alla fine il volo è arrivato a destinazione a Incheon, in Sud Corea, con soli 11 minuti di ritardo. Come se il problema fosse un semplice ritardo.

Federica Macagnone – Il Messaggero