La truffa dei furbetti del terremoto: sette nei guai

imageHanno preso per quasi un anno i contributi destinati agli occupanti di edifici terremotati dichiarando di essersi sistemati altrove, ma in realtà quegli edifici non li avrebbero mai abbandonati. E’ quanto emerge da un’inchiesta della procura di Bologna, sulla base di indagini svolte dai carabinieri, sui contributi erogati dal comune di Crevalcore, al confine con la provincia di Modena, in seguito al terremoto che nel maggio del 2012 ha flagellato l’Emilia.

Sette avvisi di fine indagine sono stati spediti dal sostituto procuratore Marco Forte, titolare del fascicolo, ad altrettanti destinatari dei contributi, che avrebbero dunque mentito per ottenere sussidi fino a 12.800 euro totali. Si tratta di 6 marocchini tra 34 e 57 anni e di una 84enne di Crevalcore. A vario titolo, a seconda dei casi, sono indagati per truffa o falsità commessa da privato in atto pubblico, reati continuati, oppure per inosservanza dell’ordinanza di sgombero, dall’estate del 2012 al luglio del 2013. Un fascicolo parallelo, per ora contro ignoti, è stato aperto dallo stesso pm per stabilire altri casi, sono un centinaio quelli sospetti, che dunque potrebbero far arrivare il numero degli indagati a 100.

«Abbiamo sempre verificato singolarmente tutte le pratiche». Lo dice il sindaco di Crevalcore e senatore Pd Claudio Broglia. Sui casi contestati, appena avuto notizia dai carabinieri, assicura il sindaco «abbiamo subito sospeso i contributi e ci siamo riservati la facoltà di chiedere i rimborsi, dopo il giudizio che avrà espresso la Procura. Su altri casi, di cui non sono a conoscenza, faremo ulteriori verifiche». Attualmente, spiega il primo cittadino, sono un centinaio le famiglie che ottengono questo tipo di fondi: «Verificheremo ancora una volta puntualmente. Abbiamo sempre agito secondo le regole».

Crevalcore (Bologna), 11 dicembre 2014
Fonte Il Resto del Carlino
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