Proroghe e appalti illegali: così Buzzi ha comprato Roma

Salvatore_buzzi-2Dalle inchieste su “Mafia Capitale” emerge una rete sempre più fitta tra mondo malavitoso e politica. E un sistema di coop pronte ad accaparrarsi il maggior numero di concessioni possibili

Nonostante sembri che nessuno sapesse nulla degli affari di Salvatore Buzzi e di Massimo Carminati, qualcuno qualcosina la doveva pur sapere, se è vero che il consigliere comunale Riccardo Magi, come scrive il Corriere, “aveva bombardato di interrogazioni gli assessori ricevendo poche e poche esaurienti risposte.
Nessuna, per esempio, dagli uffici competenti”.

Silenzio imbarazzante e nessuna replica. Nessuno vuole sapere. Chi sa tace.

Ma se le interrogazioni di Magi non fossero sufficienti, c’è anche il rapporto di Enrico Lamanna e Vito Tatò, “i due ispettori della Ragioneria generale dello Stato incaricati un anno fa di capire com’era stata gestita una metropoli che chiedeva allo Stato di essere salvata per la seconda volta in 5 anni”. Come scrive il Corriere, in questo documento di 320 pagine e 140 allegati, viene spiegato per filo e per segno il sistema malavitoso romano, fatto di continue irregolarità procedurali, come nel caso dell’affidamento al Consorzio Enriches 29 del servizio di assistenza abitativa temporanea che “risultava in aperta violazione della legge sulle gare pubbliche. Come le continue proroghe al contratto assegnato più di tre anni fa dal Comune di Roma a Salvatore Buzzi”.

Enriches 29 è un consorzio che “nasce come espressione diretta del Gruppo cooperativo 29 giugno”, come si legge sul loro sito. E la coop 29 giugno altro non è che una delle tante attività utilizzate da Buzzi per speculare sulla pelle altrui. Come nel caso della Enriches 29, per l’appunto, che offre un servizio di “assistenza temporanea allogiativa emergenziale”, che – tradotto – significa trovar casa a dei disgraziati che l’hanno persa, sistemandoli “in residence e appartamenti presi in affitto da costruttori e immobiliaristi privati. Un grande affare per tutti. Per i politici, che hanno a disposizione un bacino elettorale. Per i costruttori, che riscuotono dal Comune pigioni dieci volte superiori rispetto a quelle che il Comune incassa, con enorme fatica, dagli alloggi popolari. Ma pure per le coop che forniscono assistenza e servizi. A un prezzo, nel caso del Consorzio Enriches 29, di 24,30 euro a persona: 729 euro al mese”.

Per legge, sottolineano nel loro rapporto Lamanna e Tatò, è possibile affidare questi servizi in convenzione alle coop, ma “quando l’importo supera le soglie comunitario è d’obbligo una gara. Che nel caso in specie, nonostante l’importo di 796 mila euro andasse ben oltre il tetto, non era stato fatta. E questo è illegale”. Una delle tante proroghe – “espressamente vietate per legge” – concesse dal Comune alle coop.

Come rileva il Corriere, è abbastanza curioso notare come queste proroghe si siano protratte fino al 15 settembre 2013, “come rilevabile dalla determina n. 381 del 28 giugno 2013″: due giorni dopo l’insediamento della giunta di Ignazio Marino”.

Roma, 13 dicembre 2014
di Matteo Carnieletto
Fonte Il Giornale
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