Spacciava fumo per comprare il regalo di Natale al figlio

carabinieri ambulanzaSono stati trovati con cinque chili di hascish a testa. Erano i rifornimenti per le vacanze di Natale destinati alla loro clientela. Adesso sono in cella insieme.

Due nomi “pesanti” quelli dei savonesi Andrea Giacobbe e Simone Gianoglio, due vecchie conoscenze di carabinieri e polizia che alle soglie dei quarant’anni, sono stati arrestati nuovamente dai carabinieri.

Dopo anni di tentativi per uscire dal “giro” dello spaccio di droga e rifarsi una vita, venerdì pomeriggio sono ripiombati nel tunnel della malavita e del carcere con i carabinieri che li hanno arrestati in centro città dopo essersi divisi cinque chili.

Sino a ieri lavori saltuari, e precari, per Giacobbe, 38 anni, che un anno e mezzo fa era ritornato in libertà dopo storie di droga e arresti. E addirittura una nuova attività di personal trainer per Simone Gianoglio, 39 anni, originario di Cairo che si era messo a dirigere una palestra in via Garroni a Lavagnola, come presidente del circolo sportivo “Muscle Club”. Venerdì il passato è ritornato e li ha fatti finire di nuovo in carcere al Sant’Agostino, in piazza Monticello. Un controllo occasionale, hanno riferito i carabinieri, dopo aver notato Gianoglio entrare nel portone di casa dove abita Giacobbe a Villapiana.

Giacobbe e Gianoglio sono due volti conosciuti in città non solo per i loro guai con la giustizia, ma anche per la loro fama di “duri” che spesso non si sono tirati indietro da situazioni a rischio che li hanno portati a farei conti con poliziotti e carabinieri.

Al momento dell’arresto e delle perquisizioni a chi chiedeva conto tra i militari di quel quantitativo ingente trovato in casa, Giacobbe (domiciliato in via Milano con la residenza a Cosseria) avrebbe cercato di negare l’attività di spacciatore “professionista” visti i suoi precedenti, spiegando la volontà di mettersi in regola. «Ma c’è crisi, non c’è lavoro, e volevo trovare i soldi per i regali di Natale alla mia famiglia, a mio figlio» è il senso dello sfogo raccolto dai militari che lo hanno accompagnato in carcere dopo la nomina dell’avvocato di fiducia, Cristiano Angelini, come difensore. L’avvocato tutela infatti Giacobbe dopo l’ultimo arresto nel 2012. Invece Gianoglio, residente prima in via Bruzzone poi in via Robatto, ha indicato come avvocato difensore Daniela Giaccardi. Per domani alle 9 e 30 è stato fissato l’interrogatorio di garanzia per la convalida dell’arresto in Tribunale davanti al giudice per le indagini preliminari. I due dovranno spiegare al gip gli oltre dieci chili di hascish trovati dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Savona venerdì sera.

Nel pomeriggio di venerdì infatti i militari in borghese avevano notato Simone Gianoglio -una faccia conosciuta per i suoi precedenti legati allo spaccio di stupefacenti- entrare all’interno del palazzo dove vive Andrea Giacobbe. All’uscita aveva con sè uno zaino. Uno zaino che non è passato inosservato. Non lo aveva infatti al momento di entrare nel portone di Villapiana (in via Milano avita la famiglia di Giacobbe). Dalla perquisizione dello zaino sono saltati fuori 5 kg di hashish. Il passo successivo è stata la perquisizione a casa di Giacobbe. Dentro altri 5 kg e 100 grammi. Sempre di hascish che confermano lo spessore criminale di Giacobbe che, tra le “imprese” più recenti, nel 2012, annovera l’arresto della Guardia di Finanza in un’operazione antidroga e anti prostituzione. Faceva parte di un’organizzazione che, dopo aver messo insieme somme ingenti con lo sfruttamento della prostituzione importava droga dalla Spagna e la «distribuiva» tra Torino e il Savonese. Hashish ma anche cocaina, marijuana, persino funghi allucinogeni, pastiglie di ecstasy e anabolizzanti. Nel “curriculum” di Gianoglio, prima di dedicarsi all’attività sportiva di istruttore di palestra, una condanna a cinque anni nel 2009 sempre per spaccio di droga, cocaina e in precedenza era rimasto impigliato nell’operazione “Scacco matto” della squadra mobile.

ALberto Parodi – Il Secolo XIX