Muore un carabiniere di appena 36 anni. Ciao, Alberto

Alberto GiannandreaUna leucemia fulminante ci ha portato via il 36enne putignanese Alberto Giannandrea, carabiniere scelto con all’attivo una serie di missioni di pace all’estero.

La comunità cittadina di Putignano ha dato il suo ultimo saluto al militare dell’Arma dei Carabinieri con la cerimonia funebre, concelebrata martedì pomeriggio da don Domenico D’Alia, parroco della Chiesa di San Filippo Neri, e don Nicola Masci, cappellano militare del Comando Legione Carabinieri di Puglia. Il picchetto d’onore dell’Arma dei Carabinieri ha accolto il feretro nella Chiesa di San Filippo Neri, mentre le campane suonavano a festa perché il Regno dei Cieli aveva ricevuto in dono un nuovo Angelo.

alberto giannandrea bisAlberto si contraddistingueva per la sua gentilezza e la sua riservatezza, per la sua simpatia e il suo altruismo, per la sua passione straordinaria per la vita e la famiglia, la sua tenerezza per l’amore e le amicizie, per la dedizione e la serietà con cui si dedicava al proprio lavoro. Un bravo ragazzo con un sorriso stampato sulle labbra e uno sguardo forte e profondo. Alberto lascia una sofferenza immensa nei cuori dei suoi cari, che lo ricordano con uno dei suoi classici modi di dire: “Il meglio deve ancora venire”, come il titolo di una famosa canzone di Ligabue.

Con la frase biblica “le anime dei giusti sono nelle mani di Dio”, don Domenico rimarca l’importanza della fede e la necessità di viverla, perché la morte di un giovane ci fa comprendere che siamo veramente poca cosa. Ricordando il sorriso con cui Alberto si è addormentato, il parroco invita amici e colleghi ad aprire il cuore alla speranza: “La morte di Alberto non sia vana, ma ci stimoli ad amarci, rispettarci e perdonarci, conservando il suo sorriso divino. Il ricordo di Alberto viva nei vostri cuori, affinché continui a vivere dentro di voi. Siate portatori di vita e non di morte!”

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