Ladri albanesi sfrontati, svuotavano 15 case a notte: «Amore, vuoi l’i-Phone?»

carabinieri 4Non avevano paura di nulla. Né dei carabinieri e né della giustizia. Anzi, più volte intercettati, si sono presi gioco dell’Italia. «Qui facciamo tutto quello che vogliamo e rimaniamo impuniti» si dicevano uno all’altro comunicando con i telefoni cellulari, usati come una ricetrasmittente.

In pratica si chiamavano solo tra di loro per organizzare i colpi. Ma la loro sicurezza di non essere catturati è svanita l’altra mattina, quando i tre predoni albanesi sono stati arrestati nella pensione di lusso di Cermes, in provincia di Bolzano, dove avevano creato il loro covo. La banda ha effettuato una serie di furti in abitazione, almeno otto, tra Montegrotto ed Este. I carabinieri del Nucleo radiomobile, sotto il comando del capitano Angelo Pisciotta e del tenente Vito Franchini, hanno iniziato a tenerli d’occhio, a pedinarli.

Circa un mese fa li hanno inseguiti fino a Rovigo e simulando un controllo occasionale li hanno identificati e denunciati perchè in possesso di arnesi da scasso. Inoltre uno dei tre è stato anche denunciato perchè guidava la Ford Fusion senza avere mai conseguito la patente. E l’escamotage è servito ai militari per mettere sotto controllo i telefoni cellulari dei tre predoni. Rubare lo chiamavano “lavoro” e anche i loro parenti in Albania sapevano che di mestiere sono ladri. In questi giorni prima delle feste i tre hanno più volte chiamato le mogli. Uno in particolare ha detto alla compagna: «Ho tremila euro, che regalo vuoi per Natale?». E lei ha risposto una collana di perle, mentre un’altra moglie voleva un iPhone 6.

I tre nelle ultime due settimane si erano spinti a rubare in provincia di Trento. In una sola notte sono capaci anche di svaligiare 15 abitazione. I carabinieri in zona Montegrotto, riuscendo a pedinarli, hanno sventato una ventina di colpi. La loro carriera di ladri è terminata, almeno per un po’, l’altra mattina quando i militari coordinati dal tenente Vito Franchini sono andati ad arrestarli a Cermes. La loro sorpresa nel vedere i carabinieri di Padova è stata notevole, perchè davanti avevano gli stessi uomini dell’Arma che li avevano fermati a Rovigo.

Ai tre sono stati attribuiti gli otto furti, i venti tentati e mezzo chilo di oro (fedi nuziali, orologi, anelli e collane) che è stato trovato interrato nel giardino della pensione. In manette sono finiti Edison Lica di 21 anni, il capo catturato nel giorno del suo compleanno, e Blerim Lleshi di 25 anni e Halil Miftari di 23 anni. Il boss ha provato a scappare dalla stazione dei carabinieri di Merano, lanciandosi da una finestra del primo piano. É stato subito ripreso ed è finito nei guai, oltre che per furto e ricettazione, anche per il reato di evasione.

L’arresto dei predoni è stato così commentato dal sindaco Massimo Bitonci: «Ringrazio carabinieri e forze dell’ordine per il prezioso lavoro che fanno quotidianamente per arginare un’emergenza criminale che pesa tanto in provincia di Padova, quanto in tutto il Paese. Ieri i carabinieri hanno arrestato tre albanesi, specializzati in furti, che ora rischiano di essere scarcerati. Intercettati dagli inquirenti, scherzavano dicendo che in Italia per questo genere di reati si rischia ben poco – prosegue – Ora mi attendo che il PD scenda in piazza contro il suo segretario. Da che parte sta la Moretti? Dalla parte dei cittadini derubati o di Renzi che scarcera i ladri?»

Padova, 18 dicembre 2014
di Marco Aldighieri
Fonte Il Gazzettino