Allerta terrorismo, fermato albanese a Catania

Allerta terrorismo, fermato albanese a Catania
22 Gennaio 2015 – Servono cooperazione e scambi di informazioni. Crere una rete, un network per frenare le cellule jihadiste. Si apre questa mattina a Londra la riunione dei 21 ministri degli Esteri della coalizione anti-Isis in formato ristretto, alla quale partecipano il segretario di Stato Usa, John Kerry, e il titolare della Farnesina, Paolo Gentiloni. Sono rappresentanti anche varie organizzazioni come l’Ue e l’Onu. A Lancaster House, a pochi passi da Buckingham Palace, si incontrano i capi delle diplomazie dei paesi occidentali e arabi più coinvolti nella lotta allo Stato islamico. I risultati verranno poi presentati in una conferenza stampa al Foreign Office britannico. In particolare, saranno presenti i ministri degli Esteri di Usa, Regno Unito, Australia, Bahrein, Belgio, Canada, Danimarca, Egitto, Francia, Germania, Iraq, Italia, Giordania, Kuwait, Norvegia, Paesi Bassi, Qatar, Arabia Saudita, Spagna, Turchia, Emirati Arabi. Il ministro Gentiloni, dopo la riunione, tornerà subito in Italia, per la riunione del Consiglio dei ministri che discuterà appunto di terrorismo, missioni internazionali e progetti di cooperazione.

Il caso dell’Albanese fermato a Catania. La polizia ha arrestato questa mattina un albanese di 30 anni all’aeroporto di Catania perché trovato in possesso di documenti falsi. L’uomo, in base ai controlli effettuati, era già stato denunciato il 13 gennaio nello scalo milanese di Malpensa perché trovato, anche in quell’occasione, in possesso di documenti illegali con i quali voleva salire a bordo di un aereo per Londra. Il sospetto è che si tratti di un terrorista. E’ probabile, infatti, che si sia procurato il materiale contraffatto da gruppi malavitosi italiani che da tempo operano in questo settore. Aveva una pen drive in cui erano salvate alcune foto di lui con un’altra persona mentre tenevano dei Kalashnikov. Trovati e sequestrati anche altri file, alcuni dei quali con documenti di identità di diverse nazionalità. Il materiale viene passato ai raggi x dagli agenti dell’antiterrorismo della Polizia di Stato. Le ipotesi di reato contestate all’indagato sono di possesso e fabbricazione di documenti per l’espatrio falsi. I poliziotti, impegnati nei servizi di controllo di frontiera per un volo diretto a Bucarest, si sono imbattuti nell’uomo. Lo straniero anziché recarsi al gate (direzione Romania), ha tentato di oltrepassare quello per un volo diretto a Londra, prima di essere bloccato bloccato. Gli accertamenti hanno consentito di riscontrare che il passeggero disponeva di un’altra carta d’imbarco stampata on-line per l’Uk e di una carta d’identità intestata ad un cittadino italiano, contraffatta nei dati relativi all’altezza e con apposta una sua foto, coperta da una seconda pellicola trasparente di sicurezza.

Le parole del ministro: allarme Italia. Le istituzioni devono giornalmente confrontarsi con un numero sempre crescente di musulmani. E’ record di Foreign Fighetrs, jihadisti che superano illegalmente i nostri confini. “Oggi i rischi di infiltrazione sono notevoli”. E sono soprattutto legati al problema dell’immigrazione. “Per fortuna gli apparati di sicurezza funzionano, ma questo non ci consente di abbassare la guardia”. Sul tema dell’emergenza immigrazione che tocca le nostre coste, Gentiloni fa sapere che un grande paese democratico non può avallare nessuna confusione fra fenomeni terroristici e fenomeni migratori”. “Sarebbe un errore culturale e anche tecnico”, ha aggiunto il capo della diplomazia italiana, “ma questo non esclude che i nostri apparati di sicurezza non debbano tenere d’occhio certe forme di immigrazione. Intanto la Farnesina sta seguendo attentamente il caso di un Italiano scomparso in Libia. Gentiloni parlato di “irreperibilità” senza sbilanciarsi sull’eventualità di un sequestro del connazionale, che secondo indiscrezioni sarebbe un medico operante nel paese nordafricano. “Seguiamo il caso con il riserbo che è consueto in questi casi”, ha spiegato Gentiloni.

Torniamo a Londra. L’impegno dell’Islam moderato. Dopo le stragi in Francia ci deve essere il rilancio di un impegno nella lotta agli jihadisti anche da parte dei paesi a maggioranza islamica, pure loro bersaglio del terrorismo. Secondo Gentiloni in Occidente c’è un moltiplicarsi e un rafforzarsi dell’impegno contro queste nuove forme di terrorismo, un terrorismo che si fa Stato, con al-Qaeda che torna prepotentemente e con Boko Haram che in Nigeria fa cose terribili. Così ci si aspetta anche dai paesi islamici un impegno maggiore”. La conferenza di oggi, ha specificato Gentiloni, è anche un modo per “coordinare” i paesi arabi.

(fonte Iltempo)

A.P.