M5s, via altri 9 parlamentari

M5s, via altri 9 parlamentari
27 Gennaio 2015 – Continua l’esodo tra i cinquestelle. Altri nove parlamentari, come annunciato ieri, hanno comunicato il loro addio ai gruppi di Camera e Senato. La decisione anche in seguito alle scelte del movimento sul Quirinale. immediata e durissima la replica dai vertici del movimento. “Chi in questo momento lascia il Movimento 5 Stelle – dice il capogruppo alla Camera Andrea Cecconi – lo fa piegandosi alla vecchia politica, pronto a infoltire le truppe cammellate di Renzi. Noi proseguiamo sulla strada della trasparenza, loro vanno al Nazareno”.

“Siamo in un momento in cui sono in ballo i capisaldi della vita democratica del Paese, dalla riforma del Senato alla legge elettorale, passando per l’elezione del presidente della Repubblica. E mentre il M5S lotta, anche aprendosi a tutto il Partito democratico, per far sì che il presidente della Repubblica sia eletto in modo condiviso, qualcuno lo abbandona contestando la poca propensione al dialogo. Prendiamo atto che quanto addotto da chi lascia il M5S è solo un pretesto. E’ sempre difficile stare in un MoVimento con regole ben chiare e principi saldi” dice Cecconi. “Sicuramente – conclude – chi ha votato il MoVimento 5 Stelle non avrebbe voluto incontri segreti al Nazareno. Così facendo si tradisce il mandato degli elettori. Coerenza vorrebbe le loro dimissioni da parlamentari e non un approdo al gruppo misto”.

I ‘nuovi fuoriusciti’ sono: Mara Mucci, Walter Rizzetto, Tancredi Turco, Aris Prodani, Samuele Segoni, Eleonora Bechis, Marco Baldassarre, Sebastiano Barbanti, Gessica Rostellato.

Stasera gli ex-M5s parteciperanno alle consultazioni al Pd sul Quirinale, lo ha annunciato il vicesegretario Dem Lorenzo Guerini.

“Se Renzi ce lo chiede – confermano uno dei ‘fuoriusciti’ grillini – noi andiamo. E così con tutti”. “Anche se ancora non ci ha invitati nessuno – dice Walter Rizzetto – noi ascolteremo tutti: pur rimanendo nel solco dei principi M5s noi non ci sottraiamo agli impegni ma ad ora non c’é stata alcuna trattativa né telefonata con Renzi”.

“Siamo pronti ad appoggiare un nome di garanzia, perché non ci dimentichiamo di essere del Movimento. Abbiamo pensato anche a rompere l’asse con Berlusconi ma noi non siamo disponibili a giochetti” spiega Rizzetto che aggiunge: “ci hanno proposto nomi per inchiodare Renzi: ma a noi non interessano giochini tattici”. Rizzetto ricorda infine che in tanti hanno chiesto “le Quirinarie fino all’ultimo. Non sono state fatte, ora ci troviamo che non sappiamo più come muoverci. Ma noi questa responsabilità di eleggere un Presidente della Repubblica vogliamo prendercela”.

Non è stata una scelta semplice ma noi vogliamo ricreare ora quello che pensiamo sia davvero il M5s e non è più” dice Rizzetto ed anche la collega Mucci sottolinea: “Il M5s è nato per cambiare le cose e per questo oggi abbiamo rassegnato le dimissioni dal gruppo: noi vogliamo cambiare l’Italia e farlo con coerenza e responsabilità. Ma tra il non capire e rimanere in silenzio abbiamo scelto di ribellarci ancora una volta. Siamo un cantiere aperto”.

Marco Baldassarre lancia anche un appello ai colleghi che ancora restano nel gruppo pur contestandone la deriva: “le porte sono aperte, non si può restare dove non c’è confronto. Noi – sottolinea – non ce ne andiamo perché tradiamo i principi, ce ne andiamo perché vogliamo ribadirli“. Il metodo per l’elezione del Capo dello Stato, confermano gli ex M5s, ha fatto da detonatore alle nuove uscite: “l’assemblea parlamentare è stata esautorata. Per l’elezione del Presidente non c’è stato confronto, non ci è stato neppure detto nulla se non state buoni e zitti: poi il giorno dopo abbiamo saputo che fare dal blog. Questa è la cosa più grave..”.