Fin dove può spingersi l’avanzata di Boko Haram?

Aumenta la pressione dell’organizzazione estremista nigeriana lungo i confini con Ciad, Niger e Camerun. E l’Unione Africana non sembra in grado di contenere la minaccia

Fin dove può spingersi l’avanzata di Boko Haram?

29 Gennaio 2015 – Boko Haram controlla in Nigeria un’area grande quanto il Belgio, che dista 150 km dal confine con il Niger, 200 km dal Camerun e costeggia lunghi tratti delle rive del lago Ciad.

In Niger lo spettro di un’invasione islamista si sta già materializzando e a certificarlo è l’arrivo negli ultimi due anni di più di 100mila profughi nigeriani. Il monito è stato lanciato dal governo della regione Diffa, che ha segnalato la presenza di bandiere nere della jihad al di là del confini con la Nigeria, distanti da qui solo 90 km. In Niger, Boko Haram ha ottime capacità d’infiltrazione, considerato che la regione è popolata da molte comunità di etnia Kanuri, la stessa a cui appartiene il leader dell’organizzazione estremista Abubakar Shekau.

Anche in Ciad l’allerta è massima. Nonostante l’esercito ciadiano sia uno dei meglio organizzati d’Africa, la capitale N’Djamena è pericolosamente vicina ai territori controllati da Boko Haram. Inoltre, dopo la caduta di Baga, le autorità ciadiane sono state costrette a intensificare i controlli soprattutto sul ponte N’Gueli, che collega N’Djamena alla città camerunense di Kousseri, e lungo il fiume Logone, che funge da confine naturale tra il Ciad e il Camerun.

Proprio il Camerun in questo momento è il Paese maggiormente esposto alla minaccia. Negli ultimi mesi i soldati camerunesi hanno arginato attacchi jihadisti al confine con la Nigeria. Ormai però il governo camerunense rappresenta per Boko Haram un obiettivo al pari del governo di Abuja. In un video pubblicato suYouTube il 5 gennaio, Shekau stesso ha puntato il dito contro il presidente del Camerun, Paul Biya: “Se non fermi i tuoi soldati, il tuo Paese farà la stessa fine della Nigeria”.

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A.P.