Uccisero carabiniere durante rapina, chiesti 191 anni di carcere

L'appuntato dell'Arma Tiziano Della Ratta
L’appuntato dell’Arma Tiziano Della Ratta

Nel processo contro i rapinatori che uccisero il carabiniere Tiziano Della Ratta, di Sant’Agata Dei Goti, ma in servizio al nucleo operativo di Maddaloni, si è costituita l’Avvocatura dello Stato. E’ questo il punto nodale del processo che si è svolto ieri. La rapina nella gioielleria, la sparatoria, l’omicidio di un carabiniere e il ferimento di un altro, gli arresti e la successiva morte di due rapinatori feriti: infine le richieste di condanna, durissime, formulate ieri dal pubblico ministero Carlo Fucci che dopo quattro ore di discussione, ha concluso la sua articolata requisitoria chiedendo pene per complessivi 191 anni di reclusione nei confronti di undici degli iniziali tredici imputati.

Antonio Iazzetta, Paolo Brucci, Antonio Mastropietro, lo slavo Bruslin Djordievic (rintracciato in Belgio) sono tutti destinatari di richieste di pene di 30 anni di reclusione.

«Le immagini choc che hanno offerto le riprese delle telecamere della gioielleria – ha concluso Fucci – dimostrano come al carabiniere Della Ratta vada riconosciuto onore al merito come uomo e come militare in quanto, pur legittimato a sparare, diede priorità alla vita umana (ovvero al rapinatore a terra, sotto l’effetto della cocaina, che riprese l’arma per sparare) prima che alla propria».
di Biagio Salvati

Fonte Il Mattino