Ventenne muore di overdose, arrestato il pusher che gli ha venduto la droga

Ventenne muore di overdose, arrestato il pusher che gli ha venduto la droga
I carabinieri della compagnia di Ischia insieme ai colleghi della compagnia Napoli centro hanno arrestato Vincenzo Andreozzi, 48 anni, residente a Napoli, già noto alle forze dell’ordine, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Napoli per morte come conseguenza di altro delitto e spaccio di stupefacente.

In particolare i carabinieri, dopo la morte avvenuta per overdose di un 20enne procidano avvenuta a Procida il 9 settembre 2014, hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza nei confronti del 48enne, ritenendolo di aver spacciato alla vittima la dose letale. L’arrestato ora si trova nel carcere di Poggioreale.

L’uomo è accusato di essere colui che ha venduto la sostanza stupefacente (cocaina ed eroina) a Francesco Iovine, 28 anni, morto a Procida la sera del 9 settembre. Andreozzi è anche indagato per la morte del giovane ma come conseguenza di un altro reato. Dalle «confessioni» di altri due assuntori di sostanze stupefacenti di Procida, dalle indagini dei carabinieri, e dall’esame dei messaggi telefonici, nonché da intercettazioni telefoniche si è ricostruita l’intera vicenda. Il 28 Francesco Iovine, marittimo, giunto a Napoli dopo un imbarco in Messico di 4 mesi, preavvertì Andreozzi che sarebbe andato a trovarlo perché la droga. Circostanza, peraltro, confermata dalle indagini dei carabinieri coordinate dal tenente Andrea Centrella.

Iovine, dopo aver consumato la sera dell’arrivo a Napoli, giunto a Procida ha assunto altre dosi, quelle letali che lo hanno portato alla morte. Andreozzi, intercettato mentre parla al telefono con la fidanzata, mostra un certo pentimento per l’accaduto: «Glielo avevo anche detto di andarci piano». La fidanzata però ribatte: «Chi va per questi mari questi pesci prende, giocano troppo, tu li hai sempre avvertiti, che giocano troppo con il fuoco». Nell’ordinanza del gip che ordina la detenzione carceraria emerge che l’uomo dopo tale episodio ha continuato tranquillamente l’attività di spaccio di droga.

(fonte IlMattino)

A.P.