Disastro allo stadio: almeno 14 morti negli scontri

ImmaginePrima della partita con l’Enppi, i tifosi dello Zamalek sono venuti a contatto con la polizia: la reazione durissima ha provocato molte vittime, il cui numero è ancora provvisorio. Tragedia in Egitto, calcio, violenza e politica si mischiano per creare il caos al Cairo: almeno 14 tifosi morti e una ventina di feriti in scontri tra ultrà e forze di sicurezza prima di una partita di calcio. Lo hanno reso noto fonti mediche e delle forze dell’ordine della capitale, aggiungendo che la sicurezza ha impedito ai tifosi di entrare allo stadio per assistere alla partita tra Zamalek e Enppi. Secondo la versione dei tifosi dello Zamalek, i morti sarebbero invece 22 (sulle pagine internet del gruppo si fanno anche i nomi delle vittime). L’ASSALTO — La polizia, hanno riferito le fonti, ha usato gas lacrimogeni durante l’operazione per respingere il tentativo di ingresso nell’impianto messo in atto dal gruppo White Knights. Questi ultimi non avevano ottenuto il biglietto per assistere al match (il primo di campionato in cui erano ammessi tifosi dopo la tragedia di Port Said) e secondo ricostruzioni sarebbero stati bloccati in una specie di “gabbia”, dove poi sarebbero stati sparati dei lacrimogeni. Da lì i tentativi di fuga e i decessi nella calca. Il ministero dell’Interno ha confermato il disastro, senza essere ancora in grado di comunicare il numero preciso delle vittime, da ritenersi dunque provvisorio.
LA REAZIONE — Il match non è stato immediatamente sospeso (la Federcalcio ha “premuto” perché si giocasse) è si è regolarmente concluso sull’1-1, ma uno dei giocatori dello Zamalek, Omar Gaber, si sarebbe rifiutato di giocare la partita contro l’Enppi. Lo riferiscono i tifosi sui social network. Gli ultrà entrati nello stadio, alla notizia delle vittime negli scontri, si sono girati mostrando la schiena al campo da gioco. L’atmosfera resta tesissima e rischia di degenerare ulteriormente se verranno confermate le voci di prossimi arresti dei capi ultrà. I rapporti fra tifosi e forze governative sono stati al centro non solo della tragedia di Port Said, quando morirono 74 tifosi, ma anche della precedente “insurrezione” politica del 2011 che aveva portato alla destituzione del presidente Hosni Mubarak. Proprio nei giorni scorsi i tribunali egiziani avevano comminato 230 condanne all’ergastolo per gli attivisti laici (non legati alla Fratellanza Musulmana) della “primavera araba”.

 

8 febbraio 2015

Fonte Gazzetta dello Sport

ER