Nasconde di avere l’Aids e contagia la moglie: «Non volevo perderti»

2ad (1)Aveva nascosto alla convivente di essere malato di Aids, finisce a giudizio per lesioni gravissime. E’ stata una trappola mortale quella riservata da un impiegato del quartiere Marconi alla compagna. Le aveva taciuto di aver contratto l’Hiv ammettendolo solo quando il virus lo aveva stremato ed era stato necessario il ricovero all’ospedale Spallanzani, specializzato in malattie infettive. Ormai troppo tardi. La donna, in lacrime, si è sottoposta al test ricevendo la risposta che temeva. «Avevo paura di perderti» si è giustificato a quel punto lui.
E’ per questo motivo, proprio per fugare ogni dubbio, che per anni lui aveva continuato, in maniera calcolata, a vivere con lei in intimità, senza accortezze, esponendola alla malattia. Adesso l’uomo rischia la condanna da tre a sette anni di carcere. Lei non lo ha perdonato, anzi ha sbattuto la porta di casa e lo ha denunciato. Per l’egoismo mostrato dal compagno aveva contratto la malattia da almeno tre anni. Il sostituto procuratore Claudia Alberti, del pool dei reati sanitari, ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio dell’impiegato accusandolo appunto di lesioni gravi.

di Adelaide Pierucci
Fonte Il Messaggero

Roma, 8 febbraio 2015