Afghanistan, ucciso reclutatore dello Stato Islamico

Ex prigioniero di Guantanamo, il Mullah Abdul Rauf era passato recentemente nelle fila dello Stato Islamico per il quale reclutava forze dalla Cecenia e tra gli ufficiali in pensione dell’ex esercito sovietico

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di Luciano Tirinnanzi

Un drone lo ha ucciso stamani, 9 febbraio 2015, insieme ad altri cinque militanti pakistani. L’oscuro Mullah Abdul Rauf era nel mirino degli Stati Uniti da tempo. Comandante talebano catturato dalle forze USA a fine 2001 e a lungo prigioniero nel carcere-vergogna di Guantanamo, era stato rilasciato (e verosimilmente seguito) fino al suo ritorno in Afghanistan, dove ha continuato a lavorare alla causa della jihad, stavolta come reclutatore per lo Stato Islamico, per il quale aveva creato una significativa cellula nella provincia di Helmand.

Raccontano le cronache che il Mullah, noto anche come “Khadim”, era stato rilasciato a fine 2007, dopo aver apparentemente convinto i suoi carcerieri di voler fare ritorno a casa per dedicarsi alla sua fattoria. Un documento pubblicato daWikiLeaks ha rivelato che gli Stati Uniti già nel 2004 erano interessati a lui e si raccomandavano di “trasferirlo al controllo di un altro Paese per la detenzione continuata”. Fuggito dagli arresti domiciliari a Kabul, Abdul Rauf aveva riparato in Pakistan da dove aveva iniziato a reclutare nuove forze per combattere “Il Grande Satana”.

Del resto, gli ultimi bollettini di guerra confermano la presenza in massa di forze straniere qualificate giunte a combattere sotto i vessilli del Califfato. Lo stesso Massoud Barzani, presidente del Kurdistan iracheno, sottolinea come lo Stato Islamico abbia reclutato e continui a reclutare ufficiali in pensione dell’ex esercito sovietico, provenienti da Paesi come l’Uzbekistan, il Kazakistan, il Tatarstan e la Cecenia, oltre a ufficiali arabi. Secondo Barzani, un gran numero di soldati è stato reclutato proprio in Pakistan oltre al gran numero di ufficiali dell’esercito iracheno, che hanno cambiato casacca e ingrossato le fila dell’esercito di Al Baghdadi. “La maggior parte proviene dalla Cecenia e da altri Paesi vicini – ha aggiunto Barzani -. I cadaveri che ISIS si lascia alle spalle indicano la presenza di molte nazionalità, e ho visto anche molti corpi di africani”.

(foto BBC)

@luciotirinnanzi