“Nel ’93 Santapaola fuggì da Terme Vigliatore perchè insospettito delle auto civette della polizia”

ImmagineNon fu la sparatoria che coinvolse il figlio di un imprenditore di Terme Vigliatore, Fortunato Imbesi, inseguito dai carabinieri del Ros il 6 aprile del 1993 e raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco, a fare scappare il boss latitante Nitto Santapaola da Terme Vigliatore. Ne è convinto Antonio Scibilia, l’ex maresciallo dei carabinieri che sentì la voce di Santapaola, intercettato mentre si trovava negli uffici di Domenico Orifici, in via Verdi 7 a Terme Vigliatore. Scibilia ha deposto al processo d’appello per favoreggiamento alla mafia all’ex generale del Ros Mario Mori e al colonnello Mauro Obinu, imputati, dopo una assoluzione in primo grado, davanti alla Corte d’appello di Palermo. Per Scibilia a insospettire Santapaola furono invece delle civette della polizia, che stazionavano in via Verdi il 14 aprile. Il boss avrebbe comunque abbandonato Terme Vigliatore solo il 29 aprile successivo. Santapaola fu arrestato il 18 maggio successivo in provincia di Catania. L’episodio della sparatoria, secondo l’accusa, è da ricondursi alla cosiddetta trattativa Stato-mafia che vedrebbe coinvolti i vertici del Ros: la sparatoria sarebbe stata finalizzata a mettere in allarme il boss latitante Nitto Santapaola, che si nascondeva a Terme Vigliatore, per farlo fuggire. Secondo quanto raccontato da un altro teste, il carabiniere Giuseppe Mangano, Imbesi venne scambiato per il boss palermitano Pietro Aglieri, all’epoca ricercato. “Eravamo a Terme Vigliatore – ha detto – per la ‘protezione’ del capitano De Caprio che doveva incontrare De Donno. Mentre mi trovavo in una via secondaria, ho incrociato lo sguardo del conducente di un fuoristrada Mercedes, mi sembrava Aglieri. Cercai di fermarlo per un controllo. Esposi il tesserino ma lui non si fermò e speronò la mia auto. Lo inseguirono gli altri colleghi. Non so nulla della successiva perquisizione a cui non partecipai perché la mia auto era in panne”. Il processo è stato rinviato al 9 e 10 marzo nell’aula bunker del carcere Rebibbia di Roma per sentire i collaboratori di giustizia citati dal pg.

Fonte Nuovo Sud

Roma, 9 febbraio 2015