Palermo, maxiblitz antimafia: trenta arresti tra i clan, in manette anche un consigliere comunale

ImmagineUn’operazione antimafia contro clan palermitani è stata portata a termine la notte scorsa dal nucleo investigativo dei Carabinieri, dalla squadra mobile della Questura di Palermo e dal nucleo speciale di Polizia valutaria.
Una trentina di persone è stata arrestata con le accuse di associazione mafiosa, estorsioni e rapine. In cella, per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, è finito anche il consigliere del comune di Palermo Giuseppe Faraone. Numerose le vittime – dicono gli investigatori – che, superando ‘il muro dell’omerta«, hanno ammesso di essere state costrette a pagare il pizzo.

Pino Faraone, con un passato di ex assessore ai Beni culturali alla Provincia di Palermo era stato eletto a Palazzo delle Aquile con 896 voti. Si era anche candidato all’Ars, sempre nel 2012, ma non riuscì a essere eletto a Sala d’Ercole perché fu il primo dei non eletti. L’ordinanza di custodia cautelare è firmata da gip Luigi Petrucci, che ha accolto le richieste del Procuratore aggiunto Vittorio Teresi e dei pm Francesco Del Bene, Amelia Luise, Annamaria Picozzi, Dario Scaletta e Roberto Tartaglia. Ventidue dei ventisette destinatari della misura cautelare erano già in carcere.

Gli ordini di custodia cautelare eseguiti dai carabinieri nell’ambito dell’operazione «Apocalisse 2» che ha portato anche all’arresto del consigliere comunale Giuseppe Faraone sono complessivamente una trentina. A finire nel mirino degli estortori anche l’impresa che lavorava per conto della Curia nella costruzione di un grande immobile tra via Maqueda e discesa dei Giovenchi, a Palermo. Un grosso appalto che avrebbe fruttato alle casse dei boss 30 mila euro: 15 mila a Palermo e 15 mila a Bagheria come hanno raccontato i collaboratori di giustizia. Insieme a due imprenditori della provincia sono ricostruite nell’inchiesta altre 13 estorsioni ad altrettanti imprenditori che hanno collaborato con le forze dell’ordine.

Il personaggio. Il nome del consigliere comunale era venuto fuori la scorsa estate durante la prima operazione antimafia ‘Apocalisse’ della Dda di Palermo che aveva portato in carcere boss e gregari, ma a chi gli chiedeva se fosse coinvolto rispondeva con un sorriso: «Sono tranquillo, non posso essere indagato». All’alba di oggi Giuseppe Faraone, detto ‘Pino’, 69 anni, che non è parente del sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, è finito in manette con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Secondo l’accusa, il consigliere comunale, geometra in pensione, eletto nel 2012 con la lista ‘Amo Palermo’, ma oggi nella lista del Megafono di Crocetta, avrebbe fatto da intermediario per la classica ‘messa a posto’ di un cantiere edile.

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha disposto, d’intesa con il segretario generale, l’adozione di ogni provvedimento a carico del consigliere comunale Giuseppe Faraone. Il sindaco ha anche disposto che l’avvocatura comunale provveda alla costituzione di parte civile nel procedimento che è appena iniziato. «L’inchiesta antimafia contro alcuni clan palermitani – afferma una nota di palazzo delle Aquile – per fatti che risultano estranei all’attività dell’amministrazione comunale, hanno visto l’importante collaborazione dei cittadini».

Fonte Il Messaggero

Roma, 9 febbraio 2015