Salvini: «Riapriamo le case chiuse»

ImmagineNel Pd c’è chi è favorevole al quartiere a luci rosse e chi parla di «altre priorità». Pollice verso al primo cittadino di Roma. Da giorni Ignazio Marino continua a incassare attacchi e critiche. E non solo dall’opposizione, ma anche da chi fa parte del suo partito. Da chi dovrebbe pensarla come lui sulla scelta di dedicare alcune strade della Capitale alla prostituzione. Le zone a luci rosse a cielo aperto non piacciono neanche ai colleghi del Partito democratico, che non esitano a puntargli il dito contro. «Marino ci ripensi finché in tempo», «è come nascondere la polvere sotto al tappeto», «le vere libertà sono ben altre», «scelta incomprensibile e molto grave».
Il progetto che dovrebbe prendere il via ad aprile in alcune strade del quartiere Eur, a sud della città, ha fatto scendere in campo, tra gli altri, il consigliere comunale e capogruppo del Pd alla città metropolitana, Gianni Paris, che ha giudicato sbagliato e ingiusto «che si pensi di consentire l’acquisto del corpo delle donne, legalizzando lo sfruttamento della prostituzione». Ancora più duro contro il sindaco della città eterna è Stefano Pedica, sempre del suo partito, secondo il quale «Marino deve fare subito retromarcia, rinunci all’idea dei quartieri a luci rosse, Roma non può e non deve diventare il simbolo della tolleranza della prostituzione, è sbagliato regolarizzarla per motivi di ordine pubblico, il decoro e l’ordine pubblico si salvaguardano facendo rispettare le ordinanze e multando severamente i clienti e non creando ghetti a luci rosse, la tolleranza rischia solo di aiutare gli sfruttatori».
Da qualsiasi parte si giri, dunque, Marino trova pollici versi e indici che lo puntano come colui che sta prendendo una scelta totalmente errata, che danneggerebbe la città e non debellerebbe affatto lo sfruttamento delle donne sui marciapiedi.
E a scendere a gamba tesa sul sindaco, è anche Matteo Salvini, segretario della Lega nord. «Quel genio del sindaco Marino pensa a un quartiere a luci rosse? Per me è una cazzata, cancelliamo la legge Merlin e riapriamo le case chiuse, regolamentandole, togliendo le donne dalle strade e tassando la prostituzione».

Roma, 9 febbraio 2015

Fonte Il Tempo (Augusto Parboni)

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