Quindicenne resta incinta dopo stupro e dà in adozione la bimba: 35 anni dopo madre e figlia si ritrovano

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Per anni ha cercato di riempire quel vuoto chiedendosi quale fosse la sua storia, da dove venisse, perché sua madre l’avesse data in adozione.

Per anni sono rimaste senza risposta le domande di Katie Wynn, 35 anni, cresciuta in Minnesota, a chilometri di distanza da dove si era consumato l’orrore di uno stupro che aveva segnato per sempre l’esistenza della madre biologica: Kathy Anderson aveva solo 15 anni quando venne violentata da un amico di famiglia e dopo poco scoprì di essere rimasta incinta. Oggi la donna ha 50 anni e un segreto che ha custodito in fondo al cuore per tutta la vita fino a oggi, quando la figlia che aveva dato in adozione subito dopo averla partorita è entrata nuovamente nella sua vita.

Dopo lo stupro Kathy nascose la gravidanza per mesi perfino ai genitori, fino al giorno in cui entrò in travaglio. Aveva sempre rifiutato l’idea di abortire e aveva deciso di dare alla luce quella nuova vita: era stata stuprata ma non per questo voleva uccidere la bambina che portava in grembo. Pensava che l’avrebbe cresciuta ma niente andò come lei aveva progettato: la madre, gli infermieri e i medici insistettero perché la piccola andasse in adozione e così la giovane mamma finì per tenere in braccio sua figlia una sola volta nella vita. «Non ho mai dimenticato quel visino e l’odore che emanava quel fagotto – ha raccontato – Ero giovane e mi sentivo senza scelta. Salutarla sapendo che non l’avrei mai più rivista è stato devastante».

Gli anni sono passati e le strade di mamma e figlia sono andate avanti senza mai toccarsi. Trentacinque anni anni senza mai avere notizie l’una dell’altra. Kathy si è sposata, ha avuto due figlie, Portia e Alicia, e ha mandato avanti la sua vita senza mai riuscire a dimenticare il giorno più brutto della sua vita.
Katie è cresciuta in Minnesota con i genitori adottivi Bill e Cindy Young. A 20 anni si è trasferita a Scottsdale, in Arizona, e da allora non ha mai smesso di cercare di sapere da dove veniva, chi era sua madre. «Mi sono sempre chiesta chi era, se le somigliavo, se mi pensava nel giorno del mio compleanno – ha raccontato Katie – Porto il suo stesso nome e per anni ho tentato di cercarla ovunque, ma in America Kathy Anderson è un nome molto comune».

Dopo anni di tentativi è “inciampata” sul web sul sito di Troy The Locator, uno show che aiuta a rintracciare parenti che non si sono mai conosciuti. I produttori hanno preso in considerazione la sua storia e poco tempo dopo Katie è stata chiamata per ricongiungersi con la famiglia d’origine a Austin, in Texas. Un incontro emozionante che ha riportato alla luce un legame talmente intenso che sembrava non essere mai stato reciso. «Abbiamo legato immediatamente – ha raccontato Katie – sembrava come se non ci fossimo mai separate. Adesso vivo con mia madre a Austin e vedo le mie sorelle spesso. È bellissimo. Stiamo cercando di costruire ricordi, di recuperare il tempo perduto». Adesso, quel vuoto che per 35 anni ha sconvolto le loro vite, non esiste più.

10 Febbraio 2015

Federica Macagnone

(fonte IlMessaggero)

A.P.