Allarme Jihad. Torna il Protocollo Farfalla, stavolta per legge

La prof che addestra gli agenti segreti: «I riscatti pagati per evitare attentati»Torna il protocollo Farfalla, stavolta per legge. Con qualche modifica, che non ne intacca affatto la sostanza. Era finito sul banco degli imputati nel processo per la presunta trattativa Stato-mafia, per iniziativa della Procura generale della Repubblica di Palermo, che era andata in profondità sull’attività investigativa del generale Mario Mori, imputato in appello in un processo “contiguo” alla trattativa (l’accusa è di avere evitato le manette a due big della mafia, assoluzione in primo grado).

Il protocollo Farfalla, stipulato nel 2003, era un accordo fra i servizi segreti e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Esso consentiva agli agenti segreti di avere accesso alle carceri e incontrare detenuti senza dovere chiedere il permesso all’autorità giudiziaria. Il sospetto che ha affacciato la Procura generale di Palermo è che questa attività avesse permesso maneggi di vario tipo ed entità con detenuti al 41 bis, e comunque avesse la grave colpa di non rispondere all’autorità giudiziaria. Un patto segreto, sospettano gli inquirenti palermitani fra il Sisde di Mario Mori e il Dap di Gianni Tinebra, magistrato che guidò la Procura di Caltanissetta nelle indagini per la strage di via D’Amelio, in cui morirono Paolo Borsellino e gli agenti di scorta.

Le nuove norme licenziate a Palazzo Chigi per far fronte al pericolo del terrorismo jihadista, riconoscono ai servizi segreti di ottenere informazioni con attività coperte nel circuito carcerario.

Gli agenti segreti avranno un potere d’intrusione, stavolta con il sistema della “doppia chiave”, adottato per le intercettazioni preventive. Sarà necessario cioè disporre dell’autorizzazione del governo e della magistratura in via preventiva, indicando lo scopo dell’attività, seppure in via generale, ed a conclusione dell’operazione avranno l’obbligo di riferire al Copasir, l’organo di controllo parlamentare sui servizi segreti.

Di fatto le norme aprono una finestra a più protocolli, simili al “Farfalla” finito sotto i riflettori della magistratura requirente. La licenza d’intrusione, tuttavia, viene concessa in via sperimentale ed avrà una scadenza, se e quando si concluderà la fase di maggiore pericolo del terrorismo jihadista. In ogni caso, dopo un anno di sperimentazione, Palazzo Chigi ne valuterà sia il bisogno quanto l’efficacia.

Fonte Siciliainformazioni.com

Roma, 14 febbraio 2015