Banca Etruria, i Pm di Roma indagano per ostacolo alla vigilanza.

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Su Banca Etruria, appena commissariata, si accendono anche i riflettori dei Pm . Con un’inchiesta a Roma appena abbozzata e una ad Arezzo che invece pare in dirittura di arrivo. Nella capitale, il procuratore aggiunto Nello Rossi, che coordina il lavoro d’inchiesta sulle popolari e l’esplosione in borsa dopo l’annuncio del progetto di riforma del governo, ipotizzerebbe, secondo indiscrezioni autorevoli, per la banca aretina l’ostacolo alla vigilanza. In altre parole, si prefigura lo scenario che gli ormai ex amministratori dell’istituto di credito abbiano rappresentato a Banca d’Italia un quadro non del tutto veritiero sulla situazione patrimoniale e finanziaria di via Calamandrei da agosto, quando fu annunciata la trasformazione in Spa, fino all’11 febbraio, giorno dell’arrivo dei commissari.

Non risulta però che nessuno sia stato iscritto nel registro degli indagati e nemmeno che ci sia un fascicolo aperto a carico di noti. L’indagine pare ancora nella fase preliminare. I Pm avrebbero chiesto una consulenza a Bankitalia. Da notare che il presidente Lorenzo Rosi e il Cda che lo ha affiancato fino a mercoledì hanno sempre detto di aver agito di conserva con via Nazionale e in effetti da novembre è in corso in banca una nuova ispezione. Come si fa a ipotizzare, dicono fonti interne alla gestione appena commissariata, che potesse venire offerto un quadro distorto quando c’erano gli ispettori in banca?

Ad Arezzo, intanto, dove niente è ancora arrivato dopo il commissariamento, il procuratore Roberto Rossi si appresta a concludere l’inchiesta in cui sono indagati per falso in bilancio l’ex presidente Giuseppe Fornasari (non si è ripresentato in lista nel rinnovo delle cariche di maggio anche perchè Bankitalia lo aveva preteso per le indagini a suo carico) e l’ex direttore generale Luca Bronchi. Il caso è quello della società Palazzo della Fonte, in cui era stato concentrato il patrimonio immobiliare dell’istituto, con passaggi che a dire degli ispettori di Banca d’Italia dell’epoca (si parla di un anno fa) e della procura prefiguravano appunto una distorsione dei conti. Rossi sarebbe in procinto di depositare l’avviso di chiusura indagini, che di solito è il preludio a una richiesta di rinvio a giudizio dinanzi al Gip, che deve poi decidere sul processo.

14 Febbraio 2015

(fonte LaNazione)

AP