Il prefetto manda 40 profughi in un paesino di 250 abitanti: il sindaco s’appella all’Austria

Immagine«Se arrivano i quaranta immigrati che il prefetto mi ha”promesso” sono pronto a incatenarmi». Boris Preschern, sindaco di Malborghetto, è una furia dopo la telefonata con cui il prefetto di Udine, Provvidenza Delfina Raimondo, gli preannunciava l’arrivo dei profughi.
Una notizia giunta come un fulmine a ciel sereno e fa piombare il Comune di Malborghetto – Valbruna nell’occhio del ciclone dell’«affaire immigrati» che da mesi infiamma la Valcanale: «Non esiste che un paese di 250 abitanti come Malborghetto si faccia carico di 40 profughi. Sarebbe come metterne 20mila a Udine, è inconcepibile» tuona Preschern, che solo pochi giorni fa aveva espresso la sua vicinanza al collega di Tarvisio per la battaglia contro gli immigrati. «Non sono razzista, il problema c’è e sono consapevole che vada risolto, ma contesto la scelta del prefetto nel metodo e nelle proporzioni. Nel metodo, in particolare, perché è un problema che riguarda tutti i Comuni e tutti dobbiamo, equamente, fare la nostra parte e non solo quelli più decentrati o meno popolosi».
Il sindaco ha già avviato contatti con la vicina Austria: intende ottenere il sostegno del Land Carinzia, che non intende accettare concentrazioni di profughi a ridosso del confine.
di Tiziano Gualtieri
Fonte Il Gazzettino
Udine, 15 febbraio 2015