Libia: allarme del premier libico “Intervenire o Isis arriva in Italia”

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Abdullah al Thani, il premier del governo libico riconosciuto dalla comunita’ internazionale, chiede all’Occidente di sferrare un’offensiva aerea per stanare i jihadisti che controllano Tripoli; altrimenti -avverte- “la minaccia arrivera’ in Italia”
. Al-Thani ha concesso un’intervista poche ore prima che i caccia egiziani bombardassero obiettivi in Libia in risposta alla barbara uccisione dei cristiani copti: “Abbiamo informazioni assolutamente confermate che al-Qaeda e l’Isis sono a Tripoli e vicino Ben Jawad”. “Chiedo alle potenze mondiali di stare a fianco della Libia e di lanciare raid aerei contro questi gruppi”. Altrimenti, e’ l’avvertimento, “questa minaccia dilaghera’ nei Paesi europei e specialmente in Italia”.
Gli jihadisti dell’Isis dunque minacciano L’Italia. E sono ormai arrivati in Libia, cioe’ alle porte di casa. Nell’agghiacciante video diffuso ieri sulla decapitazione dei 21 copti, i terroristi dello Stato Islamico ce lo hanno ricordato: “Prima ci avete visiti in Siria, ora siamo qui, a sud di Roma”. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano ha dato l’allarme: “Non c’e’ piu’ tempo da perdere, il Califfato e’ alle porte di casa. L’Onu si muova per fermarlo”. L’intervento urgente dell’Onu e’ stato chiesto anche dalla Francia e dall’Egitto.
Il Cairo, intanto, questa mattina all’alba ha effettuato alcune raid aerei contro obiettivi Isis, provocando la morte di alcuni civili: tre delle vittime erano bambini e due donne. Anche il governo libico internazionalmente riconosciuto di Tobruk ha bombardato le postazioni jihadiste, annunciando poi in un comunicato l’uccisione di 40-50 terroristi. I bombardamenti egiziani sono scattati questa mattina all’alba, in risposta alla barbara uccisione dei 21 cristiani copti egiziani a Tripoli.
Sale dunque la tensione nel paese nordafricano, mentre la notte scorsa sono sbarcati in Sicilia i primi italiani rimpatriati dalla capitale libica, dove la situazione e’ molto critica. I bombardamenti dell’Egitto sono stati confermati dalla tv di Stato, dopo che il presidente Abdel Fattah al-Sisi poche ore prima aveva annunciato che l’Egitto si riservava “il diritto di rispondere”.

I caccia egiziani hanno colpito campi di addestramento e magazzini di armi. Intanto il presidente al Sisi ha incaricato il ministro degli Esteri, Sameh Shukri, di andare “immediatamente” a New York per le riunioni necessarie all’Onu e nel Consiglio di Sicurezza e chiedere una reazione internazionale.
Secondo Sisi, Shukri porra’ la comunita’ internazionale di fronte alle “sue responsabilita’” perche’ prendano le “misure adeguate” per far rispettare la carta delle Nazioni Unite, tenendo conto che tutto quello che sta succedendo in libia “e’ una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale”. L’emittente ha citato il comunicato con cui l’esercito del Cairo ha dato l’annuncio: “Le nostre forze armate lunedi’ hanno effettuato attacchi aerei mirati in Libia contro i campi Daesh (l’acronimo in arabo con cui viene indicato l’Isis, ndr.), i luoghi in cui si riuniscono e i campi di addestramento e i depositi di armi”. La tv di Stato ha anche mostrato le immagini degli aerei da combattimenti egiziani che decollavano per andare a compiere i raid.
Il ministro dell’interno italiano ha affermato in un’intervista che “Non bisogna perdere un minuto, e intervenire in Libia con una missione Onu. La comunita’ internazionale deve capire che e’ cruciale per il futuro dell’Occidente. Le minacce contro il nostro Paese purtroppo non sono una novita’- ha proseguito Alfano – e il nostro stato di allerta era gia’ elevatissimo. Lo prova il decreto antiterrorismo approvato la scorsa settimana e potenzieremo ulteriormente l’attivita’ che da dicembre ha portato all’espulsione di 17 sospetti.
Martedi – ha detto ancora il titolare del Viminale – incontreremo i rappresentanti dei colossi web per intensificare la cooperazione nell’allerta precoce sul transito in Rete dei messaggi degli estremisti e giovedi’ saro’ a Washington per un summit organizzato dalla Casa Bianca tra 20 paesi per il contrasto del terrorismo internazionale”.
Intanto Cacciabombadieri F-16 dell’aeronautica del Bahrein sono atterrati in una base aerea giordana per partecipare alle “attivita’ internazionali destinate a sradicare il terrorismo” contro Isis: lo ha reso noto l’agenzia ufficiale di notizie giordana, Petra. La partecipazione del Bahrein si iscrive nel quadro dei rapporti di cooperazione che legano i due Paesi arabi, ha indicato l’agenzia, che non ha precisato il numero degli aerei giunti nella notte, ma ha confermato che parteciperanno ai bombardamenti aerei contro le postazioni jihadista. Gli Emirati Arabi Uniti hanno espresso il loro forte sostegno ai bombardamenti del Cairo contro le postazioni dell’Isis in Libia, in risposta alla barbara uccisione dei 21 cristiani copti.

16 febbraio 2015

Fonte Agi

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