Terrorismo, cosa fare e come proteggersi. Capitolo 1: aeroporti

Processi e metodologie per affrontare le minacce terroristiche e garantire la sicurezza dei luoghi sensibili, esposti a potenziali attacchi
Italian army paratrooper guarding the Torino 2006 Winter Olympic Games keeps watch at Turin's airport

L’approccio attraverso modelli dinamici della lotta tra terroristi e strutture di sicurezza ha trovato nei cosiddetti “giochi non cooperativi con informazioni parziali”una qualificata rappresentazione e un’ampia applicazione nel mondo degli operatori della sicurezza. Con questa metodologia, ad esempio, sono state organizzate le vigilanze di alcuni importanti aeroporti, la sicurezza armata sui voli, la difesa degli approdi costieri, la protezione dei trasporti, etc.

Abbiamo deciso di offrire qui una semplice raffigurazione di come crediamo possa essere tradotto operativamente tale approccio in alcuni casi specifici che coinvolgono i trasporti strategici di cose e persone e i luoghi eletti come possibile obiettivo da colpire.

Aeroporti

Un aeroporto o sistema aeroportuale è il cuore di un network dinamico che connette vettori, passeggeri, visitatori, personale, etc. Allo stesso tempo, un sistema aeroportuale è costituito da un numero finito di sottosistemi che sono in connessione con l’esterno e che si interfacciano tra loro: il sistema di controllo aereo, le piste (runway), la ground handling area, i terminali dei sistemi di trasporto di massa (stazione ferroviaria, stazioni dei pullman, stazioni dei taxi, parcheggi per sosta breve). Ciascun sottosistema è caratterizzato da criticità e rischi propri, ma anche da criticità e rischi prodotti dall’interfaccia con altri sotto-sistemi.

La definizione di un progetto per un approccio proattivo alla gestione della sicurezza in un sistema aeroportuale inizia con l’identificazione dei rischi (hazard) che rappresentano le maggiori criticità/opportunità (prioritization), in termini di vite umane o danni alle infrastrutture. Al processo d’identificazione delle minacce segue la definizione di un percorso razionale per la minimizzazione/mitigazione dei rischi e, quindi, una valutazione delle performance delle azioni correttive.

Escludendo le minacce alla sicurezza indotte da eventi accidentali, trasporti di materiali pericolosi, collisioni e simili, ovvero da quegli eventi che possono genericamente essere associati alla gestione strutturale della modalità di trasporto, l’analisi si dovrebbe concentrare sulla riduzione del rischio indotto da specifiche minacce, come gli attacchi terroristici.

La riduzione del rischio è la conseguenza di una sua efficiente gestione (risk management) che si basa sulla corretta classificazione, identificazione e assessment del rischio stesso. Seguendo uno schema largamente consolidato, ogni piano di sicurezza deve avere come centro d’interesse la gestione del rischio, che implica:

1. l’identificazione delle forme in cui una minaccia strategica può manifestarsi;

2. la determinazione della vulnerabilità del sistema, ovvero la stima dalla probabilità che si realizzi una data conseguenza al verificarsi di un evento o di una sequenza di eventi;

3. l’analisi delle possibili conseguenze associate al verificarsi di un evento.

Un sistema aeroportuale è un sistema facilmente accessibile, affollato e vitale per l’economia di un ogni Paese. Queste generali caratteristiche lo rendono un obiettivo privilegiato delle azioni criminose e terroristiche, che perciò risultano di difficile contrasto e prevenzione. Tuttavia, sulla base dell’analisi degli eventi accaduti e delle policy realizzate, è possibile individuare un processo attraverso cui efficientare (ridurre) il grado di esposizione di un sistema aeroportuale a minacce strategiche. Va comunque ricordato che ogni intervento volto a migliorare la sicurezza ha un trade-off (contropartita) in termini di spesa e delle libertà individuali.

I miglioramenti della sicurezza attiva e passiva di un sistema di trasporto aeroportuale possono coinvolgere: i processi di sicurezza, le tecnologie per garantirla e le infrastrutture. In un contesto cosi definito, le soluzioni possono essere ordinate in grandi categorie sulla base del costo/efficacia:

1. interventi con costo basso e alta efficacia;

2. interventi a modesto costo e media efficacia;

3. interventi a medio costo e medio-alta efficacia;

4. interventi ad alto costo e alta efficacia.

Una volta caratterizzata la minaccia, si definiscono la vulnerabilità e le possibili conseguenze sul sistema e quindi si determina l’assessment qualitativo e quantitativo del rischio. Dopo aver identificato lo scenario base, si provvede a simulare l’introduzione di provvedimenti atti a eliminare o mitigare le vulnerabilità (miglioramenti introdotti nel sistema) e quindi a definire degli scenari alternativi, la cui preferibilità relativa viene stimata sulla base della combinazione dell’indice di rischio e di valutazioni di costo/efficacia.

Infine, rappresentando il progetto di revisione della sicurezza come un processo a più stadi (Figura 1), dapprima si definiscono i caratteri delle minacce strategiche, quindi si determina e applica l’indice che misura il rischio dello scenario considerato, poi si stima il costo/efficacia degli interventi possibili (opzioni alternative) e, infine, si realizza un monitoraggio elaborando una valutazione degli interventi realizzati o programmati.

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AP