Calci e pugni all’arbitro: cinque anni di squalifica

arbitro
Cinque anni di squalifica. Va giù duro il giudice sportivo su Luca Tattanelli, il portiere del Monsigliolo che dovrà stare lontano dal campo di gioco fino al 2020.

Domenica scorsa il portiere era stato protagonista di una vera e propria aggressione nei confronti del giovane arbitro che dirigeva la partita contro la Torres, nel campionato di terza categoria. Si legge sul sito della Figc: «In seguito alla concessione di un calcio di rigore contro la propria squadra, offendeva e minacciava l’arbitro… poi gli tirava un violento schiaffo. Immediatamente dopo, gli tirava un secondo schiaffo violento, tanto da farlo cadere, dolorante alla bocca. Mentre l’arbitro si trovava a terra e chiedeva al calciatore di smetterla … gli si faceva nuovamente incontro e lo colpiva in maniera violenta con due calci e successivamente, gli piantava i tacchetti sulla caviglia, schiacciandogli il piede, nel contempo rivolgendogli frasi minacciose. Una volta che l’arbitro si era rialzato, gli sferrava un pugno sulla testa, che provocava conseguenze (riferisce infatti questi che, a distanza di due giorni dal fatto avverte ancora dolore al collo, a causa del colpo ricevuto)». Quindi, il caos totale. La partita si interrompe per qualche minuto, ma il «fischietto» porta a termine l’incontro. Poi si reca al San Donato dove viene dimesso, per fortuna senza gravi conseguenze, con 7 giorni di prognosi. E’ questa la minuziosa, quanto agghiacciante, ricostruzione pubblica sul sito della Figc.

«In considerazione della particolare gravità dei fatti, tra l’altro perpetrati nei confronti di un giovane e tenuto conto della età dell’aggressore» il giudice sportivo provinciale (che disciplina la terza categoria in cui militano le due squadre) ha deciso per 5 anni di squalifica. Sanzione che tiene conto del fatto che il giocatore, oltre ad essere appena rientrato da una squalifica di due mesi per atteggiamento gravemente offensivo e minaccioso nei confronti di un altro arbitro, «non ha mostrato alcuna resipiscenza per la pregressa condotta ma, anzi, ha messo in pratica nei confronti del direttore di gara di turno le condotte violente minacciate nel recente passato».

18 Febbraio 2015

(fonte LaNazione)
AP