Isis, nuove restrizioni alle donne: velo integrale e accompagnatore

ImmagineRestrizioni sempre maggiori per donne che vivono nello Stato Islamico. Se non le rispettano viene picchiato anche il loro “guardiano”. Ancora regole per le donne dell’Isis. Ora possono uscire di casa solo se velate e rigorosamente accompagnate da un uomo.

Le restrizioni riguardano tutte le donne che abitano nelle zone tra Iraq e Siria, dove Abu Bakr al-Baghdadi ha proclamato il suo Califfato. Sono state le dirette interessate a parlarne in una serie di interviste rilasciate via Skype e telefono al quotidiano britannico The Guardian da Mosul in Iraq e dalle città siriane di Raqqa e Deir Ezzour.

“Ho dovuto lasciare i miei studi universitari ad Aleppo perché non mi era permesso passare i posti di blocco senza un mahram (un guardiano, ndr) e lasciare la città da sola come facevo prima”, ha detto Sama Maher, 20 anni, di Raqqa, arrestata più volte dalla polizia religiosa per aver violato le leggi imposte dallo Stato Islamico. “È vietato alle donne di Raqqa e Deir Ezzour uscire senza un guardiano uomo. È un problema perché non ho nemmeno un un fratello, solo cinque sorelle”, ha spiegato.

E gli stessi guardiani subirebbero numerose punizioni se le donne che accompagnano non rispettano il codice dell’abbigliamento, che prevede un velo integrale come quello saudita, disegnato dall’Isis. Inizialmente molte donne si erano ribellate, ma si sono dovute adeguare alle nuove disposizioni, dopo essere state picchiate, umiliate e multate.

E ora sono gli stessi uomini, spaventati dalle punizioni, a obbligare le loro mogli e figlie ad adeguarsi alle leggi del Califfato. “Hanno costretto le donne di tutte le età a indossare il velo, anche se la maggior parte delle donne di Mosul porta l’hijab”, ha detto la pediatra Maha Saleh, 36 anni. “All’inizio alcune dottoresse si erano rifiutate e avevano scioperato, restando a casa. Ma gli jihadisti sono andati a prelevarle da casa costringendole con la forza a tornare in ospedale” e a indossare il velo, ha aggiunto.

Anche le bambine devono rispettare il codice di abbigliamento islamico. Quando sono state riaperte le scuole a Mosul lo scorso ottobre, Samar Hadi, madre di cinque figli, ha mandato le sue due figlie Hala di sei anni e Tiba di sette a scuola senza hijab, come aveva sempre fatto. “Dopo due giorni il preside ha detto loro che dovevano indossare l’hijab a scuola. Così ho fatto”, ha spiegato. Timori di ritorsioni riguardano tutti. I tassisti o gli autisti di autobus, infatti, rifiutano il trasporto a donne non accompagnate da un uomo o a quelle non velate, anche se l’Is ha tolto l’obbligo di indossare il velo per le donne di età superiore ai 45 anni. In ambito ospedaliero, invece, l’Isis consente a un medico di visitare una donna, a patto che questa resti velata.

È stata finanche imposta la chiusura a tutti i parrucchieri per donne.

19 febbraio 2015

IlGiornale

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