La spia che scova i video dell’Isis e riesce sempre a averne l’esclusiva

ImmagineRita Katz ha l’esclusiva su tutti i filmati dei terroristi islamici. Fu lei a dare alla Casa Bianca l’ultimo video di Bin Laden. Lo avete notato tutti. Gran parte dei video prodotti dall’Isis e diffusi dai media di tutto il mondo portano – in alto a sinistra – una scritta blu e arancione: “Site”, acronimo di Search for international terrorist entities.

Site è un’invenzione di Rita Katz, 52 anni e un passato da spia.

Nata in Iraq in una famiglia ebrea, suo padre fu barbaramente impiccato da Saddam Hussein perché accusato di essere una spia di Israele. Come scrive Italia Oggi, “per l’occasione Saddam organizzò pullman gratuiti dalla provincia e allestì accanto alla forca un palco dove un gruppo di ballerine si esibì nella danza del ventre”.

I beni di famiglia furono confiscati e Rita, assieme alla madre, si trasferì in Israele, dove studiò all’università di Tel Aviv e prestò servizio nell’Israeli Defense Force. Nel 1997 si trasferì in America e cominciò a collaborare con l’Fbi, riuscendo ad infiltrarsi in alcune importanti formazioni terroristiche presenti nel Paese.

La Katz sembra avere l’esclusiva su tutto ciò che proviene dal mondo del terrorismo. Come nota Italia Oggi, “nel 2007 fu la Katz a far pervenire alla Casa Bianca l’ultimo video di Osama Bin Laden. E un video del vice-capo di Al Qaeda, Ayman al-Zawahiri, entrò in possesso della Site prima ancora che fosse pubblicato sui siti internet dei militanti”.

E Site, giustamente, non svolge questo lavoro gratuitamente. Nato come associazione senza fini di lucro – scrive sempre Italia Oggi – “ha cambiato statuto ed è ora finanziata dai servizi di intelligence Usa e dai gruppi privati”.

C’è chi accusa la Katz di creare inutili allarmismi tra gli occidentali. E c’è infine chi, come Italia Oggi, afferma che suona strano il fatto che “una spia del Mossad, pagata dagli Usa, sia l’unica fonte mediatica sull’Isis, e detti i tempi della politica mondiale sul terrorismo”.

Come dire: chi decide quando e se portare guerra ai terroristi islamici – siano essi dell’Isis o Al Qaeda – non sono i governi. Ma il think tank di Site.

22 febbraio 2015

Fonte IlGiornale

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