Forze dell’Ordine disarmate da politica e da una parte della magistratura. Italia e sicurezza, prepariamoci al peggio

disarmateDopo la disastrosa due giorni di Feyenoord-Roma, l’allarme è alto per la gestione della sicurezza in Italia.  E così lasciamo i barbari liberi devastare una città e di orinare in barba a regole e decoro.
Questo episodio apre uno spaccato in parte inedito sulle policy della sicurezza italiana, come se ci accorgessimo in questo momento che quello visto nel centro di Roma è lo specchio di un sistema di controllo che non funziona più nel nostro Paese. Ancor più grave se si considera che il caos si è verificato nella capitale che, di norma, dovrebbe essere il posto più sicuro dello Stivale.
E di chi è la colpa di questa vergognosa pagina? Temo che la colpa e le inefficienze non siano da cercare tra le Forze dell’Ordine, che si sono immolate con coraggio, gettandosi nella Waterloo delle istituzioni deputate alla sicurezza dei cittadini, senza lamentarsi.
No, la colpa va indirizzata verso una classe politica che non vuole, anzi non sa neanche lontanamente come si gestisce la sicurezza, non è neanche lontanamente all’altezza del compito assegnatole, ed è culturalmente incapace di agire perché vive ormai da troppo tempo chiuso nel Palazzo, dove si crogiola nel salotto dei privilegi, sordo ai richiami del popolo e confortato da una sola ma determinante certezza: nessuno li rimuoverà mai dalla loro poltrona.
Solo la magistratura è più potente di questi boiardi di Stato, strapagati ma inutili, arroganti ma incapaci, e troppo abituati ad essere tutelati da un sistema che si autoassolve ogni qualvolta c’è un problema che non riescono a risolvere.
Magistratura che a sua volta torreggia sopra tutto e tutti e che decide talvolta di agire, talaltra di lasciar correre a seconda del vento che tira, perché tanto Roma e gli italiani sopportano sempre e riescono a digerire ogni cosa.
Pensate a cosa sarebbe accaduto se la polizia avesse bastonato e ferito gravemente uno o più di quegli idioti della domenica. Gli hooligans sarebbero assurti a vittime e i poliziotti a carnefici, perseguiti e condannati dalle toghe.
Anche per questo ragionamento perverso, spesso chi ha il comando sceglie di salvaguardare se stesso e il proprio posto e preferisce non rischiare atti di coraggio inutili, lasciando che Roma, Milano, la Sicilia siano i nuovi avamposti della barbarie, la terra di tutti e di nessuno.
Così, ci ritroviamo con le nostre Forze dell’Ordine impotenti e ostaggio di politici e magistrati. Perché in Italia si preferisce seguire il motto “chi non fa, non sbaglia”. Ma non facendo mai nulla, stiamo precipitando il Paese nel baratro e presto o tardi ci ritroveremo a pagare caro le conseguenze.

di Massimo Martini

Roma, 23 febbraio 2015