Fa una vetrina esponendo dei “water” contro tasse e Isis: ma scoppia la protesta degli islamici

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«Tasi, Irpef, Imu:Isis. taglia queste». Una battuta ironica, che l’architetto Paolo Lelli, della Itis Lelli Snc, lo storico negozio di via Signorelli, ha riprodotto sui suoi famosi sanitari. Anzik,dciamola chiara: water, water in piena regola. Anche se installazioni artistiche che Lelli si diverte a realizzare e a mettere in mostra nella vetrina del suo negozio. Famose sono le bandiere di tutto il mondo sui suoi water. Questa volta si è buttato sull’ironia.

C’è chi alla vista dei sanitari, ha riso a crepapelle. Del resto di battute del genere ne è piena la satira e internet. C’è chi invece non ha apprezzato il riferimento ai tagliatori di teste. Troppo forte l’orrore e il sangue delle loro brutali esecuzioni, regolarmente rese pubbliche con dei video.

«L’intento era ironico al 100%» – tiene a sottolineare Lelli. «Il mio è stato un gioco di parole, approfittando della somiglianza tra il nome delle tasse e quello del gruppo terroristico».  Tra coloro che non hannoapprezzato fino in fondo l’istallazione ci sono dei pakistani che, una settimana fa, hanno fatto visita all’architetto. «Noi non possiamo accettarlo. Sta parlando del nostro Dio, oltretutto su un water».

​Lelli si era limitato a prenderla da internet e riprodurla sul sanitario. Su quella bandiera si inneggiava proprio al loro Dio, ad Allah «come unico Dio che ha inviato sulla terra Maometto». «Involontariamente, stavo offendendo il loro Dio. Mi hanno chiesto  di togliere quella bandiera. Addirittura si sono offerti di comprare il sanitario ma non è in vendita». Così Lelli ha deciso di modificare l’istallazione eliminando la bandiera dell’Isis. Al suo posto adesso c’è una scritta fasulla (un elettrocardiogramma) e una vera scritta araba, un semplice e pacifico «Ciao».

24 Febbraio 2015

Ga.P.

(fonte LaNazione)

AP