“La mia cena con il Califfo. Fa i suoi affari, beve ed è gay”

ISIS, il Califfo Al Baghdadi è vivo, c’è la conferma

Davide Bellomo parla a Il Tempo del suo incontro con il capo degli jihadisti dell’Isis: “Loro si occupano molto di comunicazione e il terrorismo in questo momento è comunicazione”.

“Ho incontrato Abu Bakr al Baghdadi circa otto mesi fa durante una cena perché dovevo capire l’evolversi di una certa situazione. Non mi sono presentato con il mio vero nome ed ero seduto al tavolo con altre persone”. Le rivelazioni choc sono di Davide Bellomo che, parlando con “Il Tempo”, ha detto di aver avuto modo di incontrare il Califfo dello Stato islamico, il capo degli jihadisti dell’Isis, l’uomo in questo momento in cima alla black-list dei terroristi ricercato dalle intelligence di tutto il mondo. Un incontro sconvolgente e incredibile, che sarebbe avvenuto in un luogo non meglio identificato. Forse Bellomo ha visto dal vivo il terribile al Baghdadi in Siria. Su questo dettaglio, durante l’intervista, dice di voler rimanere vago per motivi di sicurezza e segretezza. Bellomo attualmente lavora presso Peace operation training institute che, in collaborazione con l’Onu si occupa di offrire assistenza e progetti per il sostegno della pace attraverso aiuti umanitari e operazioni di sicurezza ed è esperto di comunicazione strategica in situazioni di crisi.

 

Lei sostiene di aver incontrato Abu Bakr al Baghdadi.

Sì.

 

Quando?

Non ricordo esattamente il giorno preciso, ma è accaduto una volta sola circa otto mesi fa.

 

Per quale motivo ha incontrato il Califfo del terrore e come ha fatto?

Sono stato accompagnato per una cena, o meglio un incontro. Da quelle parti le cene sono molto lunghe e non le si intende come le intendiamo noi europei. Più che altro sono incontri che si svolgono con chiacchierate presso un tavolo lungo. Quella volta c’erano circa una ventina di persone. Io non ero vicino a lui perché le persone vengono posizionate a seconda della loro importanza, ma ero presente in quella situazione.

 

In che ruolo e in che modo ha potuto arrivare a sedersi a quel tavolo con l’assenso di un uomo come Abu Bakr al Baghdadi? La vicenda sembra la trama di un film.

Non ero con il mio nome e cognome. Ero presente come persona invitata a capire come doveva evolversi un certo tipo di situazione. Quindi ero seduto lì. Loro (l’Isis, ndr) si occupano molto di comunicazione e il terrorismo in questo momento è comunicazione. Scelgono e pianificano dove fare gli attentati in base al risultato che hanno a livello di comunicazione e cosa riescono a portare a casa senza spendere soldi.

In realtà il denaro è poco e se lo mangiano quelli che comandano e quindi devono gestirsi a livello comunicativo, come farebbe qualsiasi azienda: spesa minima guadagno massimo. In ogni caso non ero l’unica persona non islamica e non appartenente al loro gruppo presente a quel tavolo.

 

Ha una qualifica internazionale che le consente di fare questo?

Diciamo che guardo il mondo.

 

Visto che ha incontrato al Baghdadi può anche dirci che tipo di persona è?

L’ho incontrato in quel pomeriggio di cena. Tutti i commensali non hanno disdegnato alcolici e nemmeno lui.

 

Non potrebbe farlo secondo i dettami di quell’Islam integralista che sostiene di rappresentare?

No.

 

E perchè lo avrebbe fatto?

Ognuno fa i propri affari.

 

Quindi era una cena di affari?

Era una cena di affari se l’Isis è un affare e per lui Isis è un affare tanto che di recente è stato anche allontanato dai suoi. Un fatto discusso all’interno della struttura e per un periodo era scomparso, per circa 15 giorni, perché è stato contestato. Si diceva che fosse morto, invece non lo era ed era stato soltanto allontanato. Forse perché già ci sono dissapori nei suoi confronti.

 

Per quale motivo?

Fa troppo i fatti suoi e gli altri vogliono fare i loro. Quindi ognuno ha il suo interesse economico.

 

L’immagine che offre all’occidente è quella di un’autorità politica e religiosa perfetta.

Non ha un’immagine e non è perfetto.

 

Si dice che abbia molte mogli..

Questo non lo so, magari ci sono degli amici.

 

In che senso?

Ognuno sceglie sessualmente quello che vuole.

 

Mi sta dicendo che al Baghdadi è gay?

Lui che dice che non si dovrebbe.

Francesca Musacchio

Fonte Il Tempo

Roma, 25 febbraio 2015